BIBART 2016: Biennale Internazionale d’Arte a Bari

«Scegliamo ancora una volta di restare nella città vecchia e di portare l’arte nelle chiese. Così come in una mostra, la nostra comunità esprime tutta la sua bellezza nell’insieme e nella comunione: tanto i quadri da una parte, quanto i cristiani dall’altra risplendono nello spirito dell’ecumenismo»
Arcivescovo Francesco Cacucci

bibart-adv31Il progetto BIBART, prima Biennale Internazionale d’Arte della Città di Bari attiva dal 15 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017, nasce con l’ambizione di portare l’arte contemporanea, con i suoi artisti nazionali e internazionali, nel cuore della città pugliese. Il tema scelto per questa prima edizione è La Ragione dell’Uomo, intesa come  capacità del pensiero di stabilire rapporti e connessioni, di generare idee, di sollecitare emozioni, sviluppare legami ed azioni.

Organizzata dalle storiche associazioni culturali Federico II Eventi e Vallisa Cultura, da sempre attive sul territorio pugliese, l’iniziativa si incentra sul confronto a più voci, grazie all’intreccio di linguaggi artistici molto diversi.  La multiculturalità e il dialogo, capisaldi del progetto, sono infatti evidenti non solo dal numero elevatissimo e variegato di partecipanti – 112 artisti in concorso, oltre a musicisti, performer, attori, scultori provenienti da 9 Paesi per un totale di 156 protagonisti e 328 opere esposte – ma anche e soprattutto dalle location: dieci sedi espositive tra cui sei Chiese sparse tra Bari Vecchia e il quartiere Murattiano (Chiesa della Vallisa, Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, Chiesa di San Gaetano, Chiesa del Gesù, Chiesa di Sant’Anna, Succorpo Cattedrale di San Sabino). Queste Chiese, troppo spesso ritenute semplici luoghi di preghiera senza che se ne apprezzino i connotati artistici, sono sia luoghi di esposizione e splendide cornici entro cui prende forma l’evento, che “strumenti” di confronto. E’ proprio il contrasto tra antico (strutture ecclesiastiche che vanno dall’XI al XVIII secolo) e contemporaneo (le opere d’arte esposte) a costituire l’anima del BIBART.

Al centro di questa prima edizione emergono alcune mostre d’eccezione: accanto a Les danseuses di William Tode, “padrino” dell’evento ed ultimo esponente del neorealismo italiano, spiccano la collezione Mater et Filius  del direttore artistico dell’evento ed artista Muguel Gomez e la mostra Dal  Postimpressionismo al Neorealismo: viaggio tra le avanguardie del Novecento, che annovera maestri del calibro di  Boccioni, Dalì, Picasso, Modigliani e Manet.

Bibart, nutrita di spettacolo, pittura, cinema, teatro, letteratura e musica,  è un innovativo progetto che intende valorizzare l’arte in ogni sua manifestazione, senza vincoli di tempo e luogo, esaltando semplicemente la cultura come momento di aggregazione ed incontro in luoghi assolutamente non convenzionali. L’obbiettivo, come direbbe Gilbert K. Chesterton, è «tener vivo il senso di meraviglia nel mondo». Perché l’arte e solo l’arte, così versatile ed emozionante, è la scommessa vincente su cui puntare per «scuotere dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni» (P. Picasso).

Francesca Rotondo

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