Bari, presentazione del libro “Le sette specie della terra promessa (La storia della salvezza), di Pietro Scialpi e Antonino Greco

Venerdì 8 novembre alle ore 19,30 presso lo Sheraton Nicolaus Hotel di Bari sarà presentato il libro “Le sette specie della terra promessa (La storia della salvezza), di Pietro Scialpi e Antonino Greco, pubblicato da Arti Grafiche Favia di Bari. Interverranno mons. don Nicola Bux e il prof. Domenico Epicoco. Saranno presenti gli Autori.

Leggendo la Bibbia si trova frequentemente citazioni botaniche che accompagnano il procedere della storia della salvezza. Da queste pagine compare, ora di sfuggita, ora con risalto il mondo delle piante che furono proprie dell’epoca cui le vicende bibliche si riferiscono.

L’elenco delle piante menzionate nella Bibbia varia da 128 a 206 specie, a seconda dell’esegesi dei ricercatori, ed è sicuramente una quantità straordinaria se si valuta che le varietà vegetali individuate all’inizio dell’era cristiana nei luoghi dove si svolgono gli avvenimenti dell’Antico e Nuovo Testamento erano non più di 450-500.

Gli aspetti della botanica, desunti dal racconto biblico, vogliono formare l’oggetto del presente libro, per offrire un contributo e un aiuto agli amanti della lettura della Bibbia dove gli Autori hanno cercato tra le pagine della Bibbia le piante presenti nella terra di Israele ai tempi biblici e il loro significato soffermandosi in modo particolare sulle sette specie della Terra Promessa.

Il primo riferimento biblico riguardo al mondo vegetale si trova esplicitamente nel primo capitolo del libro della Genesi (1,11): “Dio disse: Faccia la terra germogliare la verdura, le erbe che facciano seme e gli alberi da frutto che portino sulla terra un frutto contenente il proprio seme, ciascuno secondo la propria specie”. La prima rappresentazione che lo scrittore ispirato ci presenta è quello di un Dio giardiniere che dispone il luogo dove porre l’uomo (Gen 2). Il giardino, ovvero il mondo, di cui parla il versetto, è detto in ebraico gan “eden” che in molte lingue diventerà Paradiso, dal persiano Pairi deza, “Parco regale”.

La Bibbia celebra la bellezza del progetto di Dio iniziando con l’immagine di un giardino in cui Adamo ed Eva vivevano in serenità e letizia, mentre il Creatore “passeggiava” accanto alle sue creature che muovevano i primi passi nel cammino della vita ma, a causa del peccato, hanno perduto questa felicità. Le ultime pagine della sacra Scrittura terminano con la Gerusalemme celeste fondata su un albero magnifico che porta la vita in pienezza all’umanità. Per questo motivo le piante bibliche diventano raffigurazioni allegoriche dei presupposti dell’arte del vivere e della nostra relazione con Dio, rinviando ai nostri successi e insuccessi, mettendo alla prova la nostra pazienza, la nostra difficoltà a crescere. Le piante ci insegnano l’umiltà dell’inchinarci, ci parlano della vita e della morte, della seduzione e del distacco, ci preparano all’arte del potare, ci ricordano che l’abbondanza dell’estate ha senso se viene letta dopo la povertà dell’inverno, come la vitalità della primavera si gusta solo dopo il declino dell’autunno. In questo modo le piante diventano metafore per passare dalla vita perduta alla vita recuperata, un invito al viaggio verso un giardino da cui siamo partiti divenendo così lo spazio di una libertà ricevuta vissuta nella responsabilità e nell’impegno.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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