Bari, no dei docenti alla riforma Reggi

 

P1070173Oggi martedì 15 luglio alle ore 11,00 grande raduno dei docenti davanti alla sede dell’URS Puglia a Bari.

In piena estate, con le scuole chiuse e i professori in vacanza, l’invito a partecipare dei sindacati è stato grande. Era dai tempi di Profumo, che non si ricordava una risposta tanto concorde.

I docenti dicono no alla proposta di riforma Reggi: lavorare 36 ore a settimana senza aumenti, sei ore di supplenze senza straordinario pagato, alla formazione obbligatoria, ai ventidue giorni di lavoro in più e agli aumenti, fino al 30% per chi ambisce a divenire vicepreside (incarico oggi ricompensato con avanzamenti in busta paga minimi). No alla scuola aperta fino alle otto di sera e anche a luglio e alla liquidazione graduale delle graduatorie per le supplenze. No, gridano i sindacati, all’opportunità che il preside sia lui a scegliere chi sono i docenti da premiare. No all’idea dei quattro anni di scuole superiori al posto di cinque e no ovviamente all’Invalsi. Non è vero che gli insegnanti italiani lavorano meno degli europei.

Antonio Calisi

 

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Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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