Avvenne a Bari: 10 agosto 847 la città viene conquistata dai Saraceni

Telone del sipario del «Politeama Petruzzelli», dipinto dal famoso pittore barese Raffaele Armenise (Bari 1852-Milano 1925) raffigurante la fase conclusiva della liberazione di Bari dai Saraceni
Telone del sipario del «Politeama Petruzzelli», dipinto dal famoso pittore barese Raffaele Armenise (Bari 1852-Milano 1925) raffigurante la fase conclusiva della liberazione di Bari dai Saraceni

Nell’847 Bari capitolò nelle mani dei Saraceni. Per circa un quarto di secolo fu capitale di un piccolo Stato musulmano indipendente, col suo emiro e la sua moschea. Il primo califfo di Bari fu Khalfūn (847-852, un capobanda berbero della tribù dei Banu Rabi‘a, che si trovava in Puglia già da diverso tempo e proveniva probabilmente dalla Sicilia. La conquista di Bari, secondo al-Baladhuri ebbe luogo all’inizio del califfato dell’abbaside al-Mutawakkil, cioè dopo il 10 agosto 847.

Dopo la morte di Khalfūn nell’852, gli successe l’emiro Mufarraj ibn Sallam, che consolidò la conquista, ampliandone i confini, e tentò di dare ad essa un fondamento giuridico secondo il diritto pubblico musulmano. Scrisse infatti al funzionario del califfato in Egitto che si occupava della posta e della polizia, informandolo dell’esistenza del nuovo Stato musulmano, ed invitandolo a chiedere per suo conto al califfo, al-Mutawakkil di Baghdad, la regolare investitura di wali, cioè di governatore, a capo di una provincia dell’impero abbaside, per ottenere il diritto di far celebrare la preghiera pubblica del venerdì come mutaghallib, ossia usurpatore illegittimo. In attesa venne costruita una moschea jāmi‘.

Il terzo ed ultimo emiro di Bari, Sawdān, prese il potere intorno all’857, in seguito all’uccisione di Mufarraj. Invase le terre del longobardo ducato di Benevento e il duca Adelchi, malgrado l’aiuto dei Franchi, fu costretto a pagare tributo e a consegnare alcuni ostaggi. Nell’864 ricevette l’investitura ufficiale, richiesta dal suo predecessore. La città venne abbellita con opere e palazzi, tra cui una moschea, dove venne professato l’islamismo nella sua accezione maggioritaria sunnita.

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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