Aumenti in busta paga: agli operai il doppio rispetto agl’impiegati

La crisi del ceto medio ora ha un fondamento scientifico: mediamente la busta paga degl’impiegati è cresciuta la metà di quella degli operai. Tra il 2010 e il 2015, gli stipendi delle tute blu hanno registrato un aumento del 9,4%, contro il 4,8% di quelli dei colletti bianchi.

A fondare questa notizia è l’Istat. I risultati generali sono condizionati dagli effetti del blocco degli aumenti nella pubblica amministrazione, fermi dal 2010 per effetto della crisi, con l’unica eccezione dei Vigili del Fuoco che, nel periodo 2010 -2015, hanno registrato un incremento del 3,1%.

Il pubblico impiego, dunque, butta giù la categoria impiegatizia.

La cosa è ben diversa nel settore privato in cui le differenze fra operai e impiegati si assottigliano notevolmente, arrivando a meno di un punto percentuale (+9,4% e +8,5%).

Nel dettaglio i lavoratori del settore agricolo registrano un incremento del 10,7% per gli operai e del 10,4% per gli impiegati; nell’industria l’incremento è stato rispettivamente dell’11,1% e del 12%; nei servizi privati la variazione è stata del 6,8%  e del 6,6%.

A guidare la classifica dei meglio pagati sono i dipendenti del settore “Estrazione Minerali” con un incremento del 13,3% per gli operai e +13,2% per gli impiegati. Segue a ruota il settore “Energia e Petroli” con un +13,2% per entrambe le tipologie di lavoratori.

Nei settore dei “Servizi Privati” gli operai dei “Trasporti e Servizi Postali” ottengono un dignitoso +9,5%, mentre i dipendenti delle “Telecomunicazioni” un soddisfacente +10,9%.

A chiudere la classifica, con la medaglia dei peggio retribuiti, sono gli operai dei “Servizi di informazione e comunicazione”. Dal 2010 al 2015 hanno visto crescere i loro stipendi di un modesto 2,9%.

Antonio Curci

 

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Direttore Responsabile

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