Attenti al “sexting”! Le conseguenze possono essere decisamente pericolose

sextingProvate a chiedere ad un adulto cosa sia il “sexting”, probabilmente vi risponderà che è qualcosa legato al sesso, ma non saprà dirvi molto di più. Provate a chiederlo a un adolescente: sorriderà in modo sornione e poi forse vi confesserà che è una forma di esibizionismo on-line che quasi sempre comincia come un gioco assolutamente innocente.

Tecnicamente il “sexting” è l’unione delle parole “sex” e “texting”, ovvero l’invio attraverso gli strumenti tecnologici (smartphone, table e PC) di messaggi ad alto contenuto erotico. Nei casi più spinti, lo scambio prevede addirittura l’uso di immagini e video in pose assolutamente sexy.

Molti adolescenti innamorati, hanno sostituito le tradizionali lettere d’amore con questa forma di comunicazione dei sentimenti. In moltissimi altri casi, i ragazzi usano il “sexting” per mero divertimento o per farsi accettare dal gruppo o, ancor peggio, semplicemente per il gusto di esibirsi.

Ingenuamente molti ragazzi si autoriprendono con la telecamera del telefonino o del tablet in pose decisamente osè, producendo immagini e video che poi inviano alla persona amata o a quella da conquistare, confidando che il destinatario tenga per sé quei files. Nella realtà, purtroppo, quelle immagini e video passano di persona in persona, proliferando rapidamente all’interno della rete e finendo in molti casi in siti per soli adulti, con tutti i rischi che ne conseguono.

E’ ovvio che la responsabilità di simili gesti ricade sempre sui genitori che troppo spesso regalano ai loro figli smartphone sempre più sofisticati, omettendo ogni forma di controllo durante le loro attività in rete.

Che fare dunque?

Intanto bisogna educare i ragazzi al rispetto del loro corpo e della loro sessualità. E’ importante mostrare le conseguenze del “sexting”, lavorando sulla coscienza dell’adolescente e sul suo senso di autostima. Prima che sia troppo tardi, è importante instaurare con il proprio figlio un rapporto di reciproca fiducia affinché, in caso di bisogno, il ragazzo sappia che le prime figure da allertare sono proprio i suoi genitori.

La tecnologia non va demonizzata, né mitizzata, ma al contrario va presentata educando il ragazzo ad uso responsabile, spiegando bene quali sono i rischi associati. Un altro suggerimento è quello di non installare il computer nella cameretta del figlio, ma piuttosto in un luogo di passaggio, in modo che possa essere controllato meglio.

Infine, bisogna educare i ragazzi all’amore. La sessualità non deve essere vista come un oggetto di piacere, ma come un linguaggio dell’amore che deve essere praticato quando l’individuo è sufficientemente responsabile e rispettoso di se stesso e del partner. Il ruolo dei genitori deve essere quello di presentare ai propri figli una sessualità sempre strettamente connessa alla dignità della persona e al rispetto dei corpi.

La sessualità è un dono da esercitare nell’intimità dell’amore di coppia. Per questo non può, per nessuna ragione al mondo, diventare merce di scambio attraverso il gioco dell’esibizionismo praticato gli strumenti della tecnologia.

Antonio Curci

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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