Arte e Astrologia. Segni zodiacali e Costellazioni dal Palazzo Farnese di Caprarola: la Vergine

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Nella volta della Sala del Mappamondo del Palazzo Farnese di Caprarola arte, mitologia e astrologia si incontrano. In mezzo a quella passerella di figure animali e mitologiche stanno anche le dodici costellazioni dei segni zodiacali (tredici se includiamo l’Ofiuco): dopo quella del Leone, viene quella della Vergine.
Da sempre, presso numerose popolazioni e culture agricole, il gruppo di stelle della Vergine raffigura una donna che tiene in mano una spiga di grano (quest’ultima è la stella Spica). Dea della vita e della natura per i Sumeri, della vegetazione per i Babilonesi; per gli antichi greci rappresentava la dea della Giustizia Dike o Diche (la Giustizia) che tornava sull’Olimpo dopo aver donato la propria Bilancia all’umanità (costellazione che infatti le è vicina), o alternativamente la dea Demetra che governava la fertilità della Terra e l’abbondanza dei raccolti. Alla figura di questa divinità si lega inoltre il mito greco del rapimento di Proserpina, figlia di Demetra. La fanciulla era stata rapita da Ade, il dio degli inferi, che si era invaghito di lei e l’aveva condotta con sé nel suo regno sotterraneo. Non vedendo più tornare la figlia, Demetra iniziò un lungo viaggio Costellazione Vergineper giorni e notti, mari e monti, senza bere né mangiare, e nella sua disperata ricerca privò la Terra della fertilità; venuta poi a conoscenza che la figlia era divenuta sposa di Ade, salì sull’Olimpo per chiedere a Zeus che le restituisse l’amata figlia, o avrebbe affamato e sterminato l’intera umanità. Il padre degli dei chiese dunque al fratello di restituire la fanciulla, ma egli ormai l’amava e non voleva separarsene; tuttavia doveva obbedire agli ordini di Zeus e con tristezza concesse la libertà a Proserpina che, stupita dell’amore che il dio degli inferi le dimostrava, accettò infine la proposta di trascorrere sei mesi in sua compagnia e i restanti sei sulla Terra con la madre.
Con il mito di Demetra e Proserpina i greci spiegavano l’alternarsi delle stagioni: l’autunno e l’inverno, i sei mesi della disperazione della madre per la lontananza della figlia, seguono la primavera e l’estate, i sei mesi in cui la dea della fertilità sorride e gioisce della compagnia dell’amata figlia.

 

Claudia Pruner

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