Arte e Astrologia. Segni zodiacali e Costellazioni dal Palazzo Farnese di Caprarola: il Sagittario

SagittarioNella volta della Sala del Mappamondo del Palazzo Farnese di Caprarola arte, mitologia e astrologia si incontrano. In mezzo a quella passerella di figure animali e mitologiche stanno anche le dodici costellazioni dei segni zodiacali (tredici se includiamo l’Ofiuco): dopo quella dello Scorpione, segue quella del Sagittario.

Alla costellazione del Sagittario guardavano i Greci e gli Arabi, i Babilonesi e gli Ebrei, ed al suo interno si possono vedere numerose nebulose e ammassi stellari.
Spesso viene riconosciuto nelle figura del Sagittario il centauro Chirone, personaggio mitologico per metà uomo e per metà cavallo che fu il tutore Achille, Giasone e di molti eroi, il quale tuttavia non tirava con l’arco e si identifica in realtà nella costellazione del Centauro. Chi sarebbe dunque quel cacciatore celeste che scocca nel cielo le proprie frecce?

Costellazione SagittarioLa leggenda che viene accostata alla costellazione del Sagittario è quello che riguarda Croto, il satiro figlio del Dio Pan e di Eufemia, nutrice delle Muse. Egli era una creatura per metà uomo e per metà capra, un abile cacciatore cui si riferiva anche l’invenzione dell’arco, nonché un capace cavaliere che era in grado di scoccare le sue frecce anche all’indietro durante le cavalcate. Come i suoi fratelli satiri Croto vive le sue giornate tra i campi e le colline, suonando il flauto e bevendo otri di vino, beandosi quindi della compagnia delle incantevoli Muse e donando loro le prede che cattura con tanta maestria. E anche le nove figlie di Zeus si dilettano della sua presenza e apprezzano le offerte del satiro, tanto da chiedere al loro padre che Croto venga ricompensato per la sua abilità ed il suo ingegno e quindi incastonato tra gli astri del cielo, diventando ora un modello per gli uomini che guarderanno al firmamento. Il più grande degli dei dell’Olimpo disegna con le stelle una figura che riassuma in sé tutte le migliori qualità del prediletto delle Muse: una creatura che abbia il corpo di un cavallo, perché Croto era un magnifico cavaliere, una coda perché si ricordi la sua natura di satiro, infine gli affida arco e frecce che furono sua invenzione e con cui era tanto abile.

Claudia Pruner

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: