Arrangiarsi al giorno d’oggi: arte o disimpegno?

diogenes of sinopeE’ tipico della nostra cultura, soprattutto della nostra locale, fortemente levantina, usare in situazioni e contesti diversi,  l’espressione  ‘’mi  arrangio” .

Oggi si tende ad arrangiarsi su tutto: sul cibo, sull’abbigliamento, sul lavoro, sullo studio, sull’impegno sociale, sulle relazioni interpersonali e, talvolta, perfino sull’amore.

Se per molti  arrangiarsi può significare trovare la soluzione più vantaggiosa e fantasiosa per affrontare e risolvere l’emergenza quotidiana, per altri invece può significare farsi veri e propri sconti anche sulla morale, con ricadute spesso rovinose per sé e per gli altri.

Quella di arrangiarsi, dunque, da arte può trasformarsi  in negazione della propria dignità personale e violazione di quella altrui.

Consideriamo per esempio la politica, che da sempre e, soprattutto dopo la kermesse elettorale dei giorni scorsi, è l’argomento di discussione preferito nei talk show  televisivi  come nei salotti di casa nostra.

In un’epoca  di incertezze e disvalori  come la nostra, in cui la politica da essere un servizio rivolto al bene collettivo si è trasformata in opportunità per accrescere prestigio  e sicurezze  personali, è assai facile imbattersi  in personaggi  pseudo politici, che arrangiano su tutto: sulle proposte concrete, sulle soluzioni efficaci, sugli investimenti economici e, soprattutto, sul rispetto per l’uomo.

Costoro  hanno dimenticato che fare politica significa piuttosto mettere in gioco al massimo capacità e competenze personali, al servizio di progetti comuni, che  valorizzino la persona nella pluralità delle sue dimensioni  costitutive .

Diogene, il filosofo del terzo secolo d. C., è raffigurato mentre vagava per le strade di Atene  con il lanternino, alla ricerca dell’uomo che si era smarrito nella corruzione della vita sociale.

Nel nostro tempo anche noi continuiamo a cercare non solo l’uomo e il senso intrinseco della sua dignità, ma anche un  tipo di uomo ‘’nuovo’’ , in grado di accogliere la persona e i suoi valori e  di utilizzare, come dimensione stabile dell’essere e dell’agire, la ’’discrezione’’, cioè la capacità di distinguere  con l’occhio e con la mente ciò che è utile fare per il bene di tutti e di ciascuno.

Abbiamo  bisogno di investire di più  il nostro tempo e le nostre energie in identità e coscienza!

Non si tratta di utopia: è un progetto vero e proprio di immediata esecuzione.

Rosa Guarini

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