Appello dell’UNICEF ai leader Europei e alla Turchia: garantire protezione ai bambini rifugiati e migranti

Tra gennaio e novembre 2015, sono state presentate 1.201.970 richieste di asilo per gli Stati Membri dell’Unione Europea, 433.203 erano di bambini.

 

unicefLa sorte di oltre 20.000 bambini in Grecia e nei Balcani è in sospeso. Per questo l’UNICEF chiede ai leader dell’Unione Europea e alla Turchia di trovare un piano comune per i bambini rifugiati e migranti, una volta raggiunto un accordo che potrebbe avere serie conseguenze sulle loro vite.

“L’UNICEF è profondamente preoccupato che il ritorno dei bambini migranti e rifugiati a un futuro incerto in Turchia possa essere profondamente traumatico e dannoso,” ha dichiarato Marie Pierre Poirier, Coordinatore Speciale dell’UNICEF per la Crisi Rifugiati e Migranti in Europa. “È necessario trovare un accordo comune che dia priorità al superiore interesse dei bambini e rispetti pienamente le leggi del diritto internazionale. Questo significa garantire misure che almeno assicurino ai bambini i bisogni di base e proteggano i loro diritti fondamentali.”

I bambini adesso rappresentano oltre il 40% delle 43.000 persone che in Grecia stanno provando a muoversi verso nord attraverso i Balcani, dove altre migliaia non possono proseguire né di tornare indietro. A causa della chiusura dei confini migliaia di bambini sono stati lasciati a vivere in rifugi di fortuna a Idomeni, sul confine greco, dove adesso sono la maggioranza e altre centinaia sono bloccati lungo la rotta dei Balcani in scarse condizioni igienico sanitarie.

L’UNICEF accoglie positivamente l’intenzione dei leader europei di impegnarsi a determinare lo status di rifugiato e migrante singolarmente, piuttosto che ricorrere a espulsioni collettive, respingimenti o altre misure dannose per i bambini.

L’UNICEF raccomanda le seguenti misure di sicurezza dei bambini:

  • I bambini non dovrebbero mai essere detenuti solo per il loro status di migranti – né nei paesi di transito, né di arrivo o nei paesi in cui potrebbero essere rimandati.
  • Indipendentemente dallo status di migrante, un bambino non dovrebbe mai essere rimandato indietro, se questa decisione è presa in violazione dei diritti dei bambini;
  • Ogni bambino ha il diritto di richiedere protezione internazionale, diritto che deve essere rispettato. Ogni richiesta di asilo presentata da un bambino deve essere esaminata singolarmente, dato che le cause che costringono i bambini a lasciare i propri paesi di origine sono più pesanti per loro che per gli adulti;
  • Dovrebbero essere ricercati percorsi alternativi, sicuri e legali dal momento che le repentine chiusure dei confini espongono i bambini a traffico e sfruttamento e li costringono a intraprendere rotte ancora più pericolose.

Con questi passi fondamentali, i leader europei dimostreranno che l’Europa è all’altezza dei suoi ideali e principi e che ogni bambino che arriva sulle coste europee sarà trattato nel loro pieno rispetto.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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