Anzaldi (Pd): Odg alla Camera per modificare formazione obbligatoria dei giornalisti

Giovane uomo“Il governo modifichi il regolamento sulla riforma degli ordini professionali per quanto riguarda la formazione obbligatoria per i giornalisti, per evitare il proliferare di iniziative speculative e che i costi gravino sugli iscritti”. E’ quanto chiede il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi in un ordine del giorno in discussione nella seduta di oggi alla Camera. “Premesso che il regolamento concernente la Riforma degli Ordini Professionali – è iscritto nell’ordine del giorno – di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012 n.137 prevede l’obbligo alla formazione professionale per gli appartenenti; premesso che rendere obbligatoria per legge la formazione è un principio fondamentale per assicurare possibilità di aggiornamento e di stare al passo con modifiche legislative e tecnologiche; per quanto riguarda i giornalisti gli ordini regionali dovrebbero fornire suddetti corsi di aggiornamento in maniera gratuita; solamente la formazione deontologica che rappresenta un quarto dei crediti totali richiesti nell’arco del triennio è gratuita; il resto dei crediti legati alla formazione dovrebbero essere anch’essi gratuiti ma i posti sono pochi e per gli iscritti per poter assolvere agli obblighi previsti dal citato regolamento non resta che iscriversi a corsi di aggiornamento a pagamento che negli ultimi anni hanno visto lievitare i loro costi; alcuni corsi affidati ad enti privati finiscono per avere un costo quasi di 700 euro; utile sarebbe stato che la normativa prevedesse la possibilità che la formazione professionale, fatta eccezione per quella deontologica, fosse svincolata dall’Ordine professionale; così come utile e ormai improcrastinabile sarebbe rivedere l’intero impianto in considerazione dei diversi profili professionali”. “Tutto ciò premesso – è scritto ancora nell’odg – la Camera impegna il Governo in considerazione delle criticità riportate in premessa ad intervenire, 137 del 2012 evitando il in tempi rapidi, per modificare il Regolamento n. proliferare di iniziative speculative nonché a rivedere l’intero impianto garantendo comunque la ratio del provvedimento senza che questo gravi, dal punto di vista dei costi, sugli iscritti all’ordine e con una maggiore attenzione alle specificità che esistono nel panorama della professione”.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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