Anche Federalberghi Puglia per il “SI” al referendum sulle trivelle

IL SUD NON PUO’ PIU’ SPRECARE LA SUA BELLEZZA

mare

“Il Sud non può più sprecare la sua bellezza”. La Federalberghi Puglia “ruba” lo slogan al premier Matteo Renzi, per confermare l’impegno e la mobilitazione dei suoi associati contro le trivellazioni del mare Adriatico, invitando i cittadini e le cittadine pugliesi a votare Sì al referendum del prossimo 17 aprile.
Votare Sì domenica prossima, vuol dire salvaguardare la bellezza delle coste della Puglia e la peculiarità del nostro mare, vuol dire tutelare la qualità ambientale e la nostra salute. Vuol dire, soprattutto, puntare sul turismo, sulla pesca e sull’agroalimentare quale volano economico definitivo per la ripresa e lo sviluppo dell’intera regione.

Il settore del turismo non può permettersi il lusso di vedere vanificati gli sforzi e gli importanti investimenti, pubblici e privati, degli ultimi cinque anni. Proprio adesso che la Puglia – ma anche l’intero Bel Paese – ha trovato un modello positivo di fare turismo che può funzionare solo se la tutela e la conservazione dell’ambiente e delle bellezze naturali siano la base, non negoziabile, sulla quale costruire e qualificare la sua offerta turistica esperienziale, rivolta soprattutto ai mercati stranieri, molto attenti alle tematiche ambientali e alla unicità dei luoghi. Proprio adesso che il brand Puglia naviga a piene vele nei mercati internazionali e le bellezze della nostra regione – il mare, le coste, le masserie, le tradizioni, le città, l’enogastronomia, la cultura – stanno conquistando sempre più larghe fasce di clientela europea e mondiale.

“Gli albergatori e gli imprenditori del turismo – dichiara Francesco Caizzi, presidente della Federalberghi Puglia – sono al fianco della Regione, dei Sindaci e della gente di Puglia nella mobilitazione per salvare le bellezze dei nostri territori. La vittoria del Sì contro le trivelle potrà evitare sciagure alla nostra terra e alle attività legate al turismo”.
“Voglio ricordare al governo centrale – ricorda Caizzi – che oggi i territori devono necessariamente essere coinvolti nelle decisioni strategiche su materie, quali l’energia e l’ambiente, che impattano sulla pelle viva dei propri abitanti e sulle loro prospettive di benessere e di sviluppo. Aldo Bonomi ci rammenta sul Sole 24 Ore che per il turismo, ancor più che per il manifatturiero, non c’è competizione solo tra imprese ma tra sistemi territoriali, che si quotano nel mercato globale per accaparrarsi quote di moltitudini affluenti. Si deve, dunque, partire dai territori del sistema Paese con le sue eccellenze, il suo ambiente, il suo paesaggio, e la qualità della vita e del vivere. Parlare di turismo, trivellando il mare ed esponendolo a rischi di inquinamento, non è solo una stolta incongruenza ma anche un grave errore di comunicazione”.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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