“Allied: un’ombra nascosta”

Il film “Allied”, diretto da Robert Zemeckis e con protagonisti Brad Pitt e Marion Cotillard, è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 12 gennaio 2017.

E’ ambientato durante la Seconda guerra mondiale: il comandante di aviazione franco-canadese Max Vatan (Brad Pitt) arriva a Casablanca per conoscere Marianne Beausejour (Marion Cotillard) e fingersi suo marito. Le due spie devono in realtà farsi invitare al ricevimento dell’ambasciatore tedesco e assassinarlo: l’operazione ha successo e fra i due nasce un inaspettato amore.

I due tornano a Londra, ove si sposano e hanno una figlia: tutto procede per il meglio fino a quando i superiori di Max Vatan lo rendono partecipe del loro terribile sospetto riguardo sua moglie: si crede infatti che sia una spia tedesca e che l’ambasciatore ucciso dalla coppia non sia altro che un dissidente che Hitler voleva morto. Ad ogni modo, a Max viene detto di non investigare e di aspettare una chiamata ad un’ora prestabilita da parte dei servizi segreti che gli avrebbero fornito una falsa informazione che lui avrebbe dovuto annotare su un taccuino, così da capire se la moglie l’avrebbe comunicata entro 72 ore ai suoi eventuali superiori tedeschi.

In tal caso Max avrebbe dovuto giustiziarla con le sue mani. Se si fosse rifiutato, entrambi sarebbero stati fucilati con l’accusa di alto tradimento.

La disperazione di Max nel frattempo è tale che egli con tutte le forze cerca di dimostrare il contrario innanzitutto a se stesso: disattende gli ordini e comincia a cercare persone con cui Marianne avrebbe dovuto lavorare sotto copertura in Francia se fosse stata dalla parte delle potenze alleate.

Le sue ricerche non gli danno i risultati che egli però spera: dinanzi all’evidente menzogna della moglie, egli non riesce comunque a guardarla senza sapere chi ella sia perché sa di averla effettivamente conosciuta nella sua autenticità, non inficiabile da nessuna menzogna, neanche da una madornale come quella in questione.

Max vorrà infatti fuggire in Svizzera per preservare se stesso e la sua famiglia, ma sarà troppo tardi per rubare un aereo dall’aeroporto militare e scappare perché il capo di Max li raggiungerà ordinando loro di arrendersi.

Prigioniero nella tremenda e inaggirabile scelta che deve compiere, Max è bloccato tra il decidere di morire con la moglie, giustiziato con lei per Alto tradimento, e lo scegliere di ucciderla.

Il suicidio di Marianne -che si spara in quel momento un colpo di pistola- sarà quindi una sorta di deus ex machina per la tragica scelta che Max avrebbe dovuto affrontare: è infatti un evento che soppianta la situazione di partenza risolvendola posticciamente. Il capo decide allora di far scrivere nel rapporto che è stato Max a giustiziare la moglie, assolvendolo dalle accuse di alto tradimento.

La bambina sarà cresciuta dal padre Max in un clima di pace post guerra creata per una concatenazione di eventi, come il suicidio della madre e lo scoppio della guerra stessa: l’accidentale casualità e la presunta logica causalità proprie di tutte le vicende umane in questo film si intrecciano indissolubilmente regnando più che mai sovrane.

 

Silvia Di Conno

 

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