Al liceo classico Socrate (BA) “Dalla Memoria alla Storia, il genocidio degli armeni”

Genocidio-armeno-1915-1024x768Il 23 aprile 2015, alle ore 15.30, presso l’auditorium del liceo classico statale “Socrate” a Bari, è stato svolto un incontro “Dalla Memoria alla Storia” riguardante il centenario dal genocidio degli armeni, iniziato proprio il 24 aprile 1915.
Alle 15.45 il dirigente Scolastico Santa Ciriello ha salutato i presenti accompagnata dal successivo intervento della professoressa Luigia Cavone e del professor Giuseppe di Florio che hanno introdotto l’uditorio alla tematica da affrontare. Alle 16.00 circa è intervenuto Cosma Cafueri, presidente del Centro Studi Nazarianz, un’associazione culturale con sede a Bari dedicata alle civiltà del Vicino Oriente Europeo ed Asiatico, in particolare all’Armenia. Il nome di quest’associazione deriva da Hrand Nazariantz, uno scrittore, poeta e giornalista armeno che ha vissuto a Bari come testimone di una cultura lontana. Il professor Cafueri ha fornito una ricostruzione storica della vicenda degli armeni soffermandosi sul legame tra questo popolo e Bari, per esempio nel culto dei santi come S.Biagio o il patrono S.Nicola. Il sentimento patriottico in Turchia si manifesta con la ribellione dei Giovani Turchi per una maggiore laicizzazione dello stato, compiuta solo negli anni 20 grazie all’intervento di Mustafa Kemal Atatürk. Nel frattempo si erano verificati altri movimenti per la creazione di stati indipendenti come quello greco e quello armeno. Inghilterra, Francia e Italia avevano sconfitto la Turchia e l’Urss premeva da est. I Giovani Turchi temevano che gli armeni, per il loro desiderio nazionalista, potessero facilmente allearsi con i nemici. Per questo il 24 aprile 1915 si svolse un pogrom pianificato di intellettuali e parlamentari armeni, deportati e uccisi atrocemente per strada, mentre le donne e i bambini divenivano merce in vendita. In un mese circa furono uccisi un milione e mezzo di persone e nessuno era consapevole di aver commesso un genocidio. La questione, oggi, si pone proprio sulla natura di questo termine, coniato solo successivamente al secondo conflitto mondiale e alla strage degli ebrei. Non esiste un numero preciso di vittime secondo il quale si può parlare di genocidio, perché in realtà si utilizza questo termine quando un intero popolo, legato dalla stessa lingua e tradizioni, scompare in massa. Si è ipotizzato anche ad un movente religioso come causa del massacro, infatti gli armeni erano cristiani in contrasto con i turchi musulmani.
Nella seconda parte dell’incontro il professor Domenico Cofano, docente di letteratura italiana dell’università di Foggia ha presentato la figura di Hrand Nazariantz che ha avuto il coraggio di riportare la testimonianza della cultura armena in Puglia, in particolare a Bari. Fu molto devoto alla sua nazionalità, infatti maturò il progetto di comporre una storia della letteratura armena e un saggio riguardante l’arte armena.
La serata si è conclusa con delle letture di testimonianze dal genocidio, a cura dell’attrice Nunzia Antonino che si è immedesimata in donne, uomini e soprattutto bambini massacrati in modo atroce durante le deportazioni in massa e con una riflessione di un immaginario soldato riguardo la guerra, composta dall’alunna Germana Dragonieri della III L del liceo classico Socrate.

Martina Ragone

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