Addio a Laura Biagiotti, la regina del cashmere

Il New York Times l’aveva definita The Queen of Cachemire, la “regina del cachemire”, per l’utilizzo di quella lana preziosa in quasi tutti i suoi abiti. Si è spenta nella notte di venerdì  alle 2.47 Laura Biagiotti, la grande stilista romana. Aveva avuto un malore con arresto cardiaco mercoledì scorso nella sua casa ed era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea.

Emblema di una storia imprenditoriale tutta italiana, ma soprattutto romana romana, quella delle Biagiotti è una storia cominciata più di 50 anni fa, precisamente il 30 luglio 1965 a Roma, quando la madre Delia Soldaini Biagiotti apre, in pieno boom economico, una sartoria in via Salaria, azienda che iniziò a decollare con la commessa delle divise delle hostess dell’Alitalia. “Mia madre era una donna intelligente e con una dedizione al lavoro straordinaria. Non sapeva stare con le mani in mano. Dopo dieci giorni passati in cucina a preparare biscotti e torte, si inventò subito un lavoretto da fare in casa. Vendeva alle amiche biancheria ricamata. Il passo successivo fu aprire una sartoria di alta moda su misura, sullo stile parigino. Erano gli anni della Dolce Vita. Fu un successo”, diceva la Biagiotti parlando della madre.

Figlia d’arte dunque, ha rappresentato con la mamma e successivamente con la figlia Lavinia tre generazioni di donne che hanno contribuito a rendere famoso il Made in Italy nel mondo. Il resto fa parte della storia del costume e della moda italiana. La sua prima collezione è del 1966, quando firmò una linea prêt-à-porter, nel 1972 esce a Firenze la prima collezione “Laura Biagiotti”; nel 1988 è la prima stilista italiana a sfilare a Pechino alla conquista negli anni Ottanta di una Cina ancora tutta da scoprire; nel 1995 le si aprono le porte del Grande Teatro del Cremlino ed è la prima volta che un marchio italiano si presenta a Mosca; dal 2000 al 2008 è presidente del Comitato Leonardo, che riunisce l’eccellenza italiana dell’industria, dell’arte e della cultura e di cui è presidente onorario; nel 2010 riceve il Premio Leonardo, prima volta per una donna, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Con alcuni imprenditori visionari, come Ottavio Missoni, Walter Albini, Krizia e Gianfranco Ferrè, caratterizzata in particolare dalla rivalutazione e valorizzazione del cashmere, una fibra pregiata che la stilista amava molto e che definì, con molta poesia, “la più vicina al cielo”.

Tantissime anche le collaborazioni con il cinema per la realizzazione dei costumi, tra le quali quella con Paolo Sorrentino per La Grande Bellezza, vincitore dell’Oscar come Miglior film straniero del 2014. Legatissima alla Città Eterna, Laura Biagiotti ha anche dedicato una linea di profumi a Roma. Con il marchio di profumi, Laura Biagiotti ha sostenuto il restauro della Scala Cordonata del Campidoglio, disegnata da Michelangelo, e delle Fontane di piazza Farnese. “Grazie alla filosofia di noi romani, questa città sta qui da 2.700 anni”, diceva la stilista.

Ilaria Sinopoli

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