Addio a Gianni Boncompagni, il genio rivoluzionario della tv

“A tutti i maggiori degli anni 18, a tutti i maggiori degli anni 18, questo programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi”. La sigla con la voce di Rocky Roberts e Gianni Boncompagni Boncompagni e Renzo Arbore aprono così Bandiera Gialla. 

Quale modo migliore per ricordare Gianni Boncompagni, scomparso a Roma all’età di 84. Conduttore e autore radiofonico e televisivo, regista, colui che nel 1965, nella Rai di Ettore Bernabei, rivoluzionò la liturgia radiofonica, che fece scoprire ai giovani di essere giovani e soprattutto che c’è spazio anche per loro, per divertirsi. Un trend che la coppia svilupperà e amplificherà con Alto gradimento (1970), fucina dell’improvvisazione e del sommo cazzeggio nonsense.

Boncompagni nel corso di una carriera lunga circa mezzo secolo è stato l’ideatore di numerosi programmi che hanno segnato la storia della televisione italiana. Tra i grandi innovatori dello spettacolo insieme a Renzo Arbore, ha dato vita a show rivoluzionari come Alto gradimento, Bandiera gialla che, per primo nella storia della radio italiana, porta una ventata beat, apre le porte a Patty Pravo, Lucio Battisti e alla swingin’ London, all’umorismo e alla goliardia. “Bandiera gialla“, ricordava, “segnò un cambiamento culturale. Abbiamo lanciato i Beatles contro i Rolling Stones, i complessi li abbiamo battezzati tutti. Approfittando della scarsa conoscenza dell’inglese mettevamo anche canzoni con doppi sensi, allora inconcepibili per la radio, tipo Got My Mojo Working di Jimmy Smith, che voleva dire ‘porto il mio cosino a lavorare'”.

Nel 1977 Boncompagni debutta in tv con Discoring. Poi, nel 1984, arriva Pronto, Raffaella?, condotto da Raffaella Carrà, di cui è stato pigmalione e con la quale avrà una lunga relazione sentimentale. Tocca poi a Pronto, chi gioca? (1985) condotto da Enrica Bonaccorti e a tre edizioni di Domenica in. Il 1991 è l’anno del passaggio a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin’s e soprattutto Non è la Rai, il programma che ha per protagoniste decine di ragazze adolescenti, alcune destinate ad continuare la carriera nella tv e nel cinema, come Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore, Laura Freddi, Lucia Ocone, Romina Mondello e soprattutto la “primadonna”, Ambra Angiolini, che diventò l’idolo dei teenager e oggi stimata attrice. Il ritorno in Rai arriva nella stagione 1996-97, quando firma due edizioni di Macao, che chiude per bassi ascolti. Nel 2002 il rilancio con il Chiambretti c’è di Piero Chiambretti, tra informazione e varietà, poi tra il 2007 e il 2008 dirige e conduce Bombay su La7.

Padre della tv leggera e imprevedibile, Boncompagni è stato anche un grande autore di hit musicali. Firma Ragazzo triste, portata in classifica da Patty Pravo e Il mondo, successo mondiale lanciato nel 1965 da Jimmy Fontana, nonché tutte le hit di Raffaella Carrà, da Tuca tuca a Tanti auguri, A far l’amore comincia tu.
Interrogato, pochi anni fa, su quale fosse lo stato della tv, aveva detto, con un po’ di malinconia: “La tv in generale verrà vista sempre meno, anzi nei prossimi dieci anni scadrà. A guardarla ormai sono solo donne anziane semianalfabete, quelle che votano Berlusconi. I ragazzi non sanno neanche cosa sia. La tv di oggi è Internet, con tutto quello che comporta. Sopravviverà per lo sport, che ci sarà sempre”.

Ilari Sinopoli

 

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