Ad Alberobello Lino De Venuto rende omaggio a Van Gogh con “I colori dell’anima”

lino de venuto

Per celebrare il 125° anno dalla morte di Van Gogh, avvenuta il 29 Luglio del 1890, anche la Puglia, tra i trulli di Alberobello illuminati dai colori della celeberrima “Notte Stellata”, alle ore 21,30 (Replica: 22,30), rende omaggio al grande pittore olandese con una performance teatrale di 30 minuti di Lino De Venuto, tratta da “I Colori dell’Anima”.

La performance teatrale è liberamente ispirata all’epistolario ”Lettere a Theo”, una testimonianza universale di fine ottocento, tra le più commoventi, all’altezza dei testi più elevati. Dal forte impatto emozionale, in un intreccio serratissimo tra arte e vita, lo spettacolo, sorretto da una certosina ricerca condotta anche in Olanda, è un suggestivo viaggio interiore nell’uomo-pittore Van Gogh, uno dei protagonisti più sconcertanti e più autentici dell’arte moderna.
Sono passati ventidue anni da quando, nel 1993, Lino De Venuto, cominciò a curiosare prima nella corrispondenza dell’artista, fra libri d’arte, di psichiatria e poi davanti alle sue rutilanti tele disseminate un po’ dappertutto, ricevendone “una terribile e profonda emozione”.

Sono passati ventidue anni tra entusiasmi e disincanti, ma ogni volta che l’attore barese porta in scena Vincent è un evento, colmo di silenzio e di pudore, che condivide con i partecipanti-testimoni della rappresentazione.

Nonostante il tempo trascorso, Lino De Venuto è ancora pregno di amore per il mondo interiore di Vincent che resta, tra tanti relativi, un valore assoluto, fedele ed immutato nel tempo.
L’allestimento dell’artista barese non consacra ulteriormente il pittore olandese, non ce n’è bisogno! Van Gogh, post mortem, naturalmente, è stato fin troppo celebrato, mitizzato, murato, non solo in una tomba ma in musei, cataloghi, enciclopedie, pubblicazioni, diagnosi cliniche, iperboliche ed assurde quotazioni di mercato che hanno contribuito ad alimentare, non senza interessi, il mito romantico dell’artista infelice, folle e geniale. Il teatro è incontro e memoria, si dice, il significato etico della memoria! Ebbene, l’attore intende  restituire a Vincent e a noi stessi, al di là delle leggende e mistificazioni, senza compiacimenti, tutti i colori della sua anima, la sua disarmante nudità, quel profumo di autenticità e di verità umana che preesiste al pittore ed è la base prima della sua grandezza artistica.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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