ACCADDE OGGI: il 1° luglio 1960 la Somalia ottenne l’indipendenza dall’Italia

1933-Copertina-quaderno-le-colonie-di-Italia-SomaliaAnticipando la data prevista del 2 dicembre, il territorio ottenne l’indipendenza dall’Italia il 1° luglio 1960, unendosi all’ex Somaliland britannico indipendente dal 26 giugno 1960, e formando un’unica Repubblica di tipo parlamentare.

Al momento della corsa coloniale tra le potenze europee, Gran Bretagna, Francia e Italia cercarono di stabilirsi in Somalia, terra ricca di petrolio, uranio, rame, manganese, marmo, ferro.

L’Italia, concluso un trattato commerciale con il sultano di Zanzibar (1885), ottenne la cessione in affitto dei porti del Benadir (1892) e il protettorato dei sultanati di Obbia e della Migiurtinia (1889). L’amministrazione del Benadir fu affidata dapprima alla Compagnia Filonardi (1893-96) e poi alla Società Anonima Commerciale del Benadir fino al 1905, quando il governo italiano ne assunse l’amministrazione diretta. Con la Legge Organica del 5 aprile 1908 prendeva giuridicamente forma la colonia della “Somalia italiana”.   Il 15 luglio 1924 una convenzione anglo-italiana sancì la cessione all’Italia dell’Oltregiuba, come compenso per la partecipazione al primo conflitto mondiale. L’incidente ai pozzi di Ual Ual fu per l’Italia il pretesto perfetto per la guerra di conquista etiopica (1935-36) e durante il conflitto mondiale anche il Somaliland venne invaso dalle forze italiane. Con il trattato di pace del 1947 L’Italia perse le sue colonie, ma nel 1949 ottenne dall’ONU l’amministrazione fiduciaria decennale (1950-60) della Somalia.

Al momento dell’indipendenza (1960) la Somalia presentava le tipiche caratteristiche di un Paese vessato dal dominio coloniale a livello di sfruttamento di risorse naturali ed umane. Infatti sembrano essere 500.000 le vittime africane sotto l’egida dell’Italia liberale e fascista. Tuttavia, negli anni Venti e Trenta furono numerose le opere stradali realizzate (18.794 chilometri di strade), nonché le opere ferroviarie, i lavori di canalizzazione e furono creati anche comprensori agricoli sperimentali, come quello di Villabruzzi. Ma tali iniziative avevano interessato limitate aree geografiche e il processo di sedentarizzazione e di progresso economico, da esse innescato, aveva riguardato un numero esiguo di somali.

Anche in tempi recenti, tuttavia, si discute della politica d’ingerenza e spoliazione da parte della Farnesina, cui si aggiunge l’ombra dei traffici di rifiuti tossici dal nostro Paese in direzione di Mogadiscio, spesso patrocinati dalla ’ndrangheta, la scoperta dei quali sarebbe costata la vita alla giornalista Rai Ilaria Alpi e al cameraman Miran Hrovatin.

Giulia Cataneo

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