A Siena, per i 700 anni dalla morte di Dante, “100 canti per Siena”

Domenica 3 ottobre, a Siena, si è svolto “100 canti per Siena”, una manifestazione in onore dei 700 anni dalla morte di Dante, a cura dell’associazione Culter di Firenze e Stazione Utopia che dal lontano 2006 hanno promosso questa maratona di letture dantesche a Firenze con migliaia di cantori. Quest’anno l’evento è stato proposto a Siena e ha previsto la lettura individuale e corale per le strade e i luoghi peculiari della città da parte di 300 lettori di tutte le età e professioni. Da maggio 2021, Franco Palmieri, registra e drammaturgo, ha accompagnato ogni partecipante con incontri online e in presenza in un percorso di lettura del testo. L’obiettivo di tale preparazione non è stato quello di far comprendere il senso profondo del testo del Poeta, ma di far immergere il lettore nella Bellezza della parola. Infatti l’evento non ha l’obiettivo di attirare un folto gruppo di ascoltatori, ma di mutare l’animo dei lettori che si trovano a condividere un testo in un luogo pubblico in piena gratuità. Un’altra peculiarità di questo evento è l’inclusività territoriale che ha permesso anche il coinvolgimento della marginalità sociale, tra cui i detenuti che hanno letto il primo canto del Purgatorio in arabo, francese, romeno, wolof, dialetto napoletano e palermitano.

L’evento in sé ha avuto inizio alle ore 15 in Piazza del Campo con la lettura del primo canto dell’Inferno da parte del sindaco Luigi de Mossi, dopodiché ogni cantore si è collocato nella postazione assegnata (una piazza, una via, un palazzo, una chiesa o un giardino della città) e ha letto con enfasi, in tre repliche, il canto prescelto. Il pubblico ascoltava entusiasta, spesso ignaro del senso profondo del passo e del significato di ogni singola parola, ma avvolto dalla Bellezza. La manifestazione è terminata con una lettura corale e commovente del canto XXXIII del Paradiso, in Piazza del Campo, diretta da Franco Palmieri.

Un evento ben riuscito, che ha dato una risposta inaspettata e sorprendente sia da parte degli spettatori che dal pubblico, desideroso di riassaporare un po’ di cultura dal vivo.

Martina Ragone

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