A Polignano, Epos teatro presenta “Dante nell’arte e nella musica”

Giovedì 26 agosto, a Polignano a mare, presso il museo Pino Pascali, Epos teatro, una giovane realtà teatrale, nella settima edizione della rassegna “Ad libitum”, ha presentato, in occasione del settecentenario dalla morte di Dante, un approfondimento sul Sommo Poeta “Dante nell’arte e nella musica”. L’evento è stato presieduto dal professor Matteo Summa del conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e dalla professoressa Filomena di Renzo, architetto e storico dell’arte.  

Matteo Summa ha esordito dichiarando che per Dante non c’è differenza tra musica e poesia, perché la parola è già melodia, e che l’impostazione della Commedia sembra un’ideale sinfonia in tre movimenti. Questa sistematicità e organizzazione dell’opera ha influenzato la geometria della musica di Bach.

Successivamente molti altri musicisti si sono ispirati a Dante, tra cui Mozart, nel suo Don Giovanni. Il librettista da Ponte, infatti, ha apertamente dichiarato di aver pensato all’Inferno, anche se in questo caso la presenza delle fiamme è simbolo di rinascita. Anche Listz si è rifatto alla Commedia, in Apres une Lecture du Dante, una fantasia quasi sonata in un unico movimento basata sull’episodio di Paolo e Francesca. Sin dall’incipit il movimento musicale va verso il basso, a simboleggiare graficamente la discesa verso l’inferno e viene ripreso il tritono, l’intervallo di quarta aumentata, detto l’intervallo del diavolo. Poi un passaggio in fa diesis maggiore sembra quasi prefigurare una speranza, ma alla fine ritorna la situazione iniziale, perché i due sono dannati per l’eternità.

Tra le tre cantiche, l’Inferno è stato quello maggiormente messo in musica in vari modi, in particolare il quinto canto e la figura di Francesca da Rimini da parte di Mercadante, Rossini, Donizetti fino ai Negramaro.

Il Paradiso è stato rappresentato di meno in musica, perché in realtà l’armonia delle sfere celesti non è udibile. Ma alcuni musicisti hanno tentato questa impresa, tra cui Pacini, che ha composto la sinfonia “Dante” in re minore in quattro movimenti, di cui il terzo è il Paradiso e il quarto è il trionfo di Dante che rappresenta il suo ritorno sulla terra per raccontare questa esperienza trascendentale.

Altri musicisti, invece, si sono soffermati su singoli personaggi come Semiramide di Rossini, Tristano e Isotta di Wagner, la vergine Maria ne “Le laudi alla Vergine Maria” di Verdi, fino a Pia Tolomei interpretata da Gianna Nannini.

L’intervento artistico di Filomena di Renzo ha messo a confronto varie opere che hanno per soggetto Dante, partendo dal presupposto che il poeta è stato il filo conduttore per tutte le espressività artistiche. Le prime opere che ha presentato sono il ritratto di Dante di Giotto e quello di Botticelli. Il primo è caratterizzato da una modernità ed espressività intense, a differenza di Botticelli che presenta una figura più idealizzata, dalle forme lineari.

Il dipinto successivo “La barca di Dante” di Delacroix riprende “la zattera della Medusa” di Géricault. Delacroix presenta un impianto piramidale da destra a sinistra con dei dannati in basso in movimenti vorticosi e a spirale, che creano una sensazione di confusione. Tutto è immerso in una sorta di palude stagnante, simbolo del fatto che la dannazione eterna non si muove.

Non si può parlare di Dante senza pensare al monumento realizzato da Enrico Pazzi, in piazza Santa Croce a Firenze nel 1865, anno del seicentenario dalla nascita del poeta e soprattutto anno in cui la capitale si spostò a Firenze. Quest’opera dimostra una grande gestione del materiale, il marmo di Carrara, presentandosi levigata nelle forme. Sempre rimanendo nell’ambito della scultura, la professoressa ha descritto il gruppo scultoreo del conte Ugolino di Rodin, caratterizzato da movimenti pluridirezionali. Il conte è rappresentato con la bocca aperta perché affamato, è un uomo che non si riconosce più nel suo ruolo, mentre i suoi figli sono accovacciati e sembrano denaturalizzati.

Infine un dipinto del 1862 di Dante Gabriel Rossetti, pittore abruzzese pre raffaellita, che raffigura al centro Dante e Virgilio, mentre ai due lati Paolo e Francesca, dapprima in vita e poi in morte.

Un intervento molto denso e interessante, ricco di spunti da approfondire, che ha messo insieme l’arte, la poesia e la musica, discipline che il Sommo Poeta considera inscindibili, perché tutte e tre portatrici di armonia e bellezza.

Martina Ragone

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