A Bari,”Shoking life”, un reading sulla vita della stilista Elsa Schiapparelli

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Giovedì 2 settembre, alle ore 19, presso il giardino della Biblioteca Ragazzi[e] nel parco 2 giugno a Bari, si è svolto “Shocking Life”, un reading letterario a cura dell’attrice Nunzia Antonino. L’evento è inserito all’interno del programma “Estate Lèggerà”, finanziato dall’assessorato al Welfare del comune di Bari, in collaborazione con i servizi del welfare cittadino e la rete “Bari Social Book”. L’intento è quello di incentivare la partecipazione della cittadinanza alla valorizzazione di spazi quali giardini, parchi, strade, spiagge, piccole biblioteche, promuovendo la lettura ad alta voce.

“Shoking life” è una lettura dell’autobiografia della stilista Elsa Schiapparelli, in un adattamento di Eleonora Mazzoni, con una performance teatrale a cura di Carlo Bruni.

L’attrice, in un abito lungo nero con una collana di perle, classico outfit della Schiapparelli, racconta con enfasi la vita della stilista, partendo dalla sua nascita e mettendo in evidenza sin da subito il carattere ribelle e testardo della bambina, in contrasto con la rigidezza della sua famiglia. Da piccola Elsa sognava di diventare una poetessa e riuscì anche a pubblicare una raccolta di poesie a soli quattordici anni, che fu, però, motivo di scandalo per i genitori che la costrinsero ad andare in un collegio in Svizzera. Poi fuggì in Inghilterra, dove conobbe il suo futuro marito, William de Wendt de Kerlor. Il matrimonio, purtroppo, si rivelò infelice, ma fu latore di una bellissima bambina, Maria Luisa Yvonne Radha, detta “Gogo”, perché gorgogliava. Il primo incontro con la moda avvenne a Parigi, dove visitò la maison de couture di Poiret che le regalò un cappotto elegantissimo, per lei troppo caro, affermando «lei potrebbe indossare qualunque cosa in qualunque posto». Da quel momento comprese che la sua strada era quella della moda, infatti si distinse subito per lo sviluppo del maglione, indumento fino ad allora ad uso puramente pratico per la campagna, che lei impreziosì disegnando sul collo un fiocco di un altro colore in trompe-l’œil. Questo capo fu l’inizio del suo successo, infatti suscitò l’interesse non solo delle donne parigine, ma anche di un commerciante della ditta newyorkese Abraham & Straus che chiese vari maglioni e gonne in serie. Questo le permise di aprire un primo atelier a Parigi e di realizzare numerosi abiti particolari, come il celebre vestito con l’aragosta.

Nunzia Antonino ripercorre le varie creazioni e collezioni di moda della Schiapparelli, Schiap in arte: dal cappello a forma di scarpa ai guanti neri con le unghie di pitone rosso, dai vestiti dal tessuto simile a carta stampata a un tailleur con delle stampe di labbra, dall’invenzione del colore rosa shocking al particolare profumo “s”.

Una donna inarrestabile, per la quale non esisteva la parola “impossibile”, ma che ha sofferto anche tanto, dall’amore alla lontananza dalla patria anche a causa del suo antifascismo, ma che non ha mai smesso di lottare per la bellezza e per l’emancipazione del genere femminile. Una donna che ha osato creare capi eccentrici, con il rischio che nessuno li avrebbe indossati, perché la bellezza è limpida ma al contempo nascosta, è stravagante, illogica, ma è l’unica che può davvero redimere e rendere liberi.

Una vita incredibile che Nunzia Antonino ha saputo interpretare in maniera energica e appassionante, coinvolgendo il pubblico attento e commosso.

Martina Ragone

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