Presso la C.A.S.A. lo spettacolo don Tonino Bello, “Il Poeta di Dio”

il-poeta-di-dio“Don Tonino Bello – ha scritto qualcuno – è quanto di più fresco e di più giovane abbia prodotto la sua terra e il suo popolo negli ultimi secoli”. Un giudizio totalmente condiviso che è stato il motore primo del progetto teatrale “Il Poeta di Dio”, lo spettacolo che sarà proposto il 27 Settembre in un luogo d’eccezione: presso la C.A.S.A. (Comunità di Accoglienza, Solidarietà e Amicizia) di Ruvo di Puglia, intestata al suo fondatore Don Tonino Bello.

Si tratta di una struttura di recupero per tossicodipendenti istituita l’8 Dicembre 1984, presso la villa messa a disposizione da Vincenzo Scardigno, sulla provinciale Ruvo-Terlizzi, trasferita tre anni dopo, il 5 luglio 1987, presso l’attuale sede, al Parco del Conte (Strada Provinciale Ruvo-Calentano- Zona Rurale 153). Nella struttura, ampia, accogliente e ben curata, si respira e aleggia dappertutto la figura di Don Tonino (all’ingresso, sulla destra campeggia, protetta da altissimi pini, la sua Fiat Uno con relativo Testamento leggibile sul cruscotto). Il sito nacque grazie allo slancio di un gruppo di volontari con a capo un sacerdote, don Nino Prudente, che insieme al vescovo Tonino Bello, ha dato vita ad un progetto audace che mirava a lottare contro ogni tipo di devianza e contro la droga in particolare. Grazie a tale iniziativa tanti giovani ospiti sono riusciti a ridisegnare la loro vita; altri, invece, non ce l’hanno fatta. La C.A.S.A. è ancor oggi operativa non solo grazie al carisma di un pastore illuminato che l’ha fortemente voluta ma anche al tenace impegno di chi ha proseguito e sostenuto l’opera: naturalmente mantenere in piedi la struttura per gli operatori che si prodigano e vi prestano il loro tempo e la loro attività è una sfida giornaliera. E’ il caso di ricordare cosa rispondeva Don Tonino a coloro che, contestandogli questa scelta, gli chiedevano quanto fosse lecito spendere dei soldi per dei drogati: Perché siamo tutti drogati. E abbiamo bisogno di disintossicarci, siamo un po’ tutti alle dipendenze di qualcosa: dei soldi, dei vizi, dell’egoismo, dei mille vitelli d’oro che ci siamo costruiti nel deserto della vita.

Lino De Venuto che in questa occasione ha curato la drammaturgia e la regia, scrive: “Leggere, ricercare, approfondire e scrivere una drammaturgia per l’allestimento di uno spettacolo su Don Tonino, per la profondità e nello stesso tempo per la semplicità disarmante del personaggio, è stato arduo ma anche avvincente e per certi versi rigenerante: una esperienza forte che trascende l’aspetto meramente artistico e permea l’aspetto etico delle relazioni umane.

Per chi, credente o meno, abbia a cuore un sistema di valori alti e condivisi su cui costruire una convivenza civile e democratica, attraversare la vita umana e spirituale di Don Tonino è una autentica lezione di vita. Una figura dalla personalità ricca di fascino quella del prete di Alessano, un prete di “estrema periferia”, legato visceralmente alla sua terra e alla sua gente, ma di fatto impegnato in una Chiesa Universale, con percorsi inediti e coinvolgenti, a volte persino sconcertanti per l’arditezza della prospettiva, percorsi nei quali domina inesausta, fino alla fine, la speranza in un’altra Chiesa possibile, in un’altra politica possibile, in un altro impegno civile possibile, in un altro mondo possibile. Don Tonino, “apostolo con i piedi per terra e mistico con la testa per aria”, è venuto a metterci spine nei fianchi, ad interrogare e scuotere le nostre coscienze pigre e addormentate. Lo spettacolo ripercorre le tappe essenziali del magistero religioso e civile di Don Tonino: il sottotesto spirituale di tutta la rappresentazione è l’amore sconfinato per la figura di Cristo che si traduce nella costante attenzione ai poveri, agli emarginati, nell’impegno civile e sociale espresso in diverse situazioni storiche ben precise. La drammaturgia (prosa, pantomima, poesia, danza, musica, video-proiezione) rielabora e mette in scena con leggerezza parte di alcuni scritti di Don Tonino, include i commenti della gente, qualche divertente aneddoto della sua vita, si sofferma sul tema della pace (convivialità delle differenze) e sul rapporto con i giovani. Singolare e fortemente ironica risulta, tratta da un suo scritto, la simulazione di un momento processuale”.

Lo spettacolo conta ormai 32 repliche. Ha debuttato il 21 Aprile 2013 ad Alessano (Le) in occasione delle celebrazioni per il ventesimo anniversario della morte di Don Tonino Bello. E’ stato successivamente rappresentato a Ostuni (Br), Palese, Modugno, Monopoli, Mola di Bari, Sammichele, Bitonto, Terlizzi, Bari (in diverse Chiese, presso Cineteatri, nel Penitenziario per la Rassegna “Oltre la Barriera”, in Cattedrale per la RassegnaNotti Sacre 2013” e presso il Nuovo Teatro Abeliano per la Rassegna “Piedigrotta Barese 2014”)

 

 

 

L’Occhio del Ciclone Theater

 

I L P O E T A d i D I O

(Don Tonino Bello)

 

Drammaturgia e Regia:

Lino De Venuto

 

 

 

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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