è morto Mario Mancini grande attore della lingua barese

La_mbassci_te_I_rche_vassce_Mario_Mancini_15-03-1974Ultimo di dieci figli nato a Bari Vecchia il 1° gennaio 1931 in via Roberto il Giuscardo, 17 da Nicola e Antonia Viola. Il padre era ebanista e aveva il laboratorio a piano terra dove è nato.

A sette anni salì su un palco nelle vesti di un personaggio dell’opera lirica “Aida”, finché a 17 anni, si iscrive a un corso di tecnica teatrale alla «Casa del Soldato» nella compagnia «Bottega delle Arti». Nel 1949, esordisce nello spettacolo «Il profumo di mia moglie» di Leo Lenz.

A 24 anni si presenta all’«Accademia Silvio D’Amico» di Roma convincendo una commissione composta da Vittorio Gassman, Silvio D’Amico, Edda Ciani, presentando la scena della lucertola dal lavoro di Luigi Pirandello seguita da una lettura interpretativa de «Gli spettri».

Rientrato a Bari, cominciò a recitare intraprendendo versi tratti dal “Pellicano”, “Gli incendiari”, “La politica degli avanzi”, “In Altomare” e tanti ma tanti altri fino a diventare uno dei protagonisti con lo spettacolo “I carabinieri” dell’autore siciliano Beniamino Joppolo, svoltosi al Teatro Piccinni il 23 marzo 1973.

Il 6 febbraio del 1974 nella serata d’inaugurazione al Teatro “Il Purgatorio”, nella seconda parte dello spettacolo dedicato interamente al dialetto barese, Mario ebbe un grande successo con “Iùne monde la lune”.

Il 10 marzo 1974 Mario Mancini con Nietta Tempesta, Nicola Tabascio, Mariano Leone e altri sono stati i primi interpreti di una rappresentazione classica della baresità: “Iàrche vassce” il cui autore era Vito Maurogiovanni. Il 6 gennaio 1976 debutta in qualità di uno degli autori dello spettacolo “Iàrche Iàlde” il seguito di “Iàrche Vasce” della compagnia del «Piccolo Teatro». Nel 1986 e nel 1989 arriva la prima esperienza come attore nei rispettivi film “Separati in Casa”, “Tommaso Blu” e “Odore di pioggia”. Il 9 giugno 1996 è uno dei protagonisti del nuovo spettacolo in dialetto “Stòrie e Patòrie” testo di Alfredo Giovine, adattamento teatrale e regia di Vito Signorile al Teatro Abeliano. Il 7 novembre 1996 recita, con Tina Tempesta al Teatro Abeliano “La mandragola” e l’8 giugno 1997, nella 2ª edizione della “Piedigrotta Barese”, è straordinario nella commedia di Vito Maurogiovanni “U café andìche”. Mancini venne chiamato ancora a svolgere il ruolo di attore, nei film: “Volontari per destinazione ignota” nel 1997, “L’anima gemella” nel 2002, “All’alba saliremo il monte” sempre nel 2002, “La casa delle donne” e “Ho dato il cuore” nel 2003. Infine Mario viene premiato come miglior attore nel 2004, con un altro cortometraggio “I miei ragazzi”, proiettato al “Cinema Armenise”, mentre nel dicembre 2006 è nuovamente impegnato nella commedia in dialetto barese “Stòrie e Patòrie”.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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