ANTIBIOTICI: QUANDO USARLI DAVVERO?

nosic_curi_da_li_je__potreban_antibiotik_784843460Ebbene sì: malgrado le campagne per il corretto utilizzo degli antibiotici, la conoscenza sul meccanismo d’azione, e quindi l’efficacia, di questi farmaci rimane ancora poco diffuso. A rivelarlo è un sondaggio condotto da Eurobarometer e voluto dalla Commissione Europea, i cui risultati sono stati diffusi nei giorni scorsi.

Così, se da una parte emergono note positive — come la diminuzione nell’utilizzo degli antibiotici, il cui consumo è sceso del 6% in Europa — dall’altra l’utilizzo degli antibiotici rischia di rimanere ancora inappropriato, contrastando così la lotta al fenomeno delle antibiotico resistenze, sempre più preoccupante.

Infatti, come riporta anche Aifa, circa 6 cittadini su 10 in Europa non sanno che gli antibiotici sono inefficaci contro i virus, ma funzionano SOLO contro i batteri, di cui inibiscono la sintesi di DNA, inibendo quindi al batterio di riprodursi e infettare altre cellule.

La situazione italiana fa da specchietto a quella europea, con il 60% degli italiani convinti che gli antibiotici uccidano i virus, un 38% convinto che siano efficaci contro influenza e raffreddori e un 21% convinto che si possa interrompere la cura antibiotica quando ci si comincia a sentir meglio, senza portare a termine la prescrizione, solitamente di 5-7 giorni (per un 94%, a proposito, l’antibiotico è stato ottenuto attraverso il medico).

Tutti i comportamenti di cui sopra sono in realtà esempi di uso inappropriato: gli antibiotici servono a combattere le infezioni batteriche e sono inefficaci contro i virus (e quindi influenze e raffreddori). Anche la sospensione volontaria è da sconsigliarsi: seguire dosi e prescrizioni del medico è importante per eliminare tutti i batteri e ridurre il rischio che alcuni sopravvivano e sviluppino resistenze.

 

Francesca Morga

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