Non abbassare la guardia sui problemi dell’usura e del gioco d’azzardo

Una dichiarazione della Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II” e del Cartello “Insieme contro l’Azzardo” sulle parole pronunciate dal Card. Bagnasco per l’apertura della 69 Assemblea dei Vescovi italiani. 

bisca-clandestina1-670x274Le parole del Cardinal Bagnasco, Presidente della CEI, in apertura della Assemblea Generale dei Vescovi italiani sui temi della povertà e dell’azzardo, una delle cause  principali di ricorso all’usura, ci incoraggiano e ci sostengono nel percorso di venti anni di attività di contrasto contro ogni causa di impoverimento e di indebitamento delle persone.

“I responsabili della cosa pubblica, i diversi attori del mondo del lavoro, che cosa stanno facendo che non sia episodico e strutturale?” chiede Bagnasco nel suo discorso.

È la domanda che La Consulta Nazionale Antiusura e il Cartello “Insieme contro l’Azzardo” rilanciano alla Conferenza tra il Mef e gli Enti locali che è in corso in questi giorni sul decreto anti-azzardo.

Il mondo della politica, delle istituzioni e del lavoro oggi ha davanti le conseguenze devastanti sul piano economico, sociale e umano dell’azzardo,  che  tutta la comunità sta pagando attraverso il sovrindebitamento delle famiglie italiane, il dilagare della piaga dell’usura e l’annientamento della persona nella sua dignità morale e fisica: sono sotto gli occhi di tutti i suicidi, i divorzi e il ricorso a dipendenze da droghe e alcol causati da problemi economici.

La Consulta Nazionale Antiusura e le Associazioni aderenti al Cartello “Insieme contro l’Azzardo” auspicano che la formulazione del decreto anti-ludopatia, di cui si stanno occupando in queste ore gli enti locali e il governo, sia l’occasione per segnare una seria inversione di rotta. Un cambio di passo da cui ne gioverebbero non solo le tante famiglie italiane distrutte dai debiti causati dall’azzardo, i tanti ludopatici ma anche le casse dello Stato.  L’usura e l’azzardo distruggono l’economia di un territorio, sono forieri di ingiustizia e illegalità che disincentivano l’iniziativa economica e commerciale sana.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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