#JeSuisCIAD! 2,7 milioni di persone scappano dalla morte certa

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Quanto sta accadendo nella zona del Lago Ciad, nel continente africano, è poco noto ai più. In Nigeria, Camerun, Ciad e Niger, 2,7 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case per sfuggire alla violenza di attentati suicidi e attacchi del gruppo armato Boko Haram.

Cosa sta facendo la comunità internazionale per fermare questa violenza così efferata in una zona del mondo già colpita da povertà, insuffcienza alimentare, epidemie e un sistema sanitario lontano anni luce dagli standard minimi richiesti?

Nel zona del Ciad c’è bisogno di tutto: dai servizi primari come acqua, cibo e alloggio, a quelli di assistenza sanitaria. L’urgenza è quella di combattere la morte facile e certa soprattutto di quelle categorie maggiormente provate come bambini e anziani.

Bene stanno facendo le organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere che ha inviato in zona oltre 1223 operatori impegnati giorno e notte a salvare vite umane.

Significativa è la testimonianza di Falmatou, una donna d 45anni che vive sola con i suoi 8 figli, rifugiati in un campo del Niger meridionale dopo essere scampati per miracolo ad un violento attacco del gruppo islamico Boko Haram: “Quando Boko Haram è arrivato nel nostro villaggio, stavano sparando da tutte le parti. Ho contato 18 corpi intorno a me, ma siamo riusciti a scappare. Siamo arrivati qui a mani vuote, non abbiamo avuto tempo di portare nulla”.

Antonio Curci

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Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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