L’Oxfam per protesta abbandona il campo profughi di Moria in Grecia: “Un luogo disumano”

Dopo Medici Senza Frontiere, Unhcr e Save the Children, anche l’Oxfam abbandona il centro profughi di Moria, nell’isola greca di Lesbo. La causa? Il “recente accordo sui migranti tra Unione Europea e Turchia. Le strutture di accoglienza greche sono diventati centri di detenzione».

moria

L’afflusso continuo di profughi dalla Turchia ha costretto il Ministero dell’Interno greco a rinchiuderle nel campo di Moria in attesa del loro rimpatrio. Stando alla denuncia dell’Oxfam, la libertà di movimento a Moria non è garantita.

L’Oxfam è un’associazione non governativa che si occupa di fornire assistenza umanitaria alle persone che si trovano in grave stato di bisogno. La protesta dell’associazione verso le autorità greche nasce dal non volersi rendere complice di un “sistema iniquo e disumano in cui è richiesto di lavorare in centri chiusi, dove il rispetto dei diritti fondamentali non può essere garantito”. Secondo l’Oxfam, l’assistenza umanitaria dovrebbe essere fornita in un ambiente dove i rifugiati possano godere della libertà di muoversi.

Elisa Bacciotti, direttrice del Dipartimento Campagne di Oxfam Italia ha dichiarato: «L’Europa ha di fatto sospeso il diritto di queste persone a chiedere protezione in Grecia. E tutto ciò è incomprensibile. La detenzione di persone che non hanno commesso alcun crimine e che hanno rischiato la vita per una maggiore sicurezza e un futuro migliore, è un offesa a quei valori che l’Europa ha difeso in passato con forza».

L’Oxfam è in Grecia dal settembre 2015, da quando la situazione delle persone in arrivo dalla Turchia è peggiorata rapidamente. I volontari hanno offerto cibo e acqua potabile, oltre che beni essenziali per i rifugiati e i migranti. Nel campo di Moria, in particolare, non essendo garantite le condizioni igieniche e sanitarie primarie, l’Oxfam ha realizzato una serie di servizi igienici.

Giovanni Riccardi Candiani, responsabile di Oxfam in Grecia ha così giustificato il ritiro dal campo di Moria: «Il nostro ritiro da Moria è il tragico risultato di come la crisi migratoria si stia gradualmente trasformando in una crisi morale dell’Europa. Se neppure i leader europei non sono più in grado o non vogliono difendere i diritti fondamentali delle persone, chi altro lo farà?».

L’Oxfam comunque continuerà a lavorare nella direzione del rispetto della dignità dei migranti  attraverso un’operazione di monitoraggio e di dialogo con le autorità in Grecia e Europa. L’associazione sarà il megafono delle angosce dei migranti e dei rifugiati che sono ancora in cerca di sicurezza e dignità.

L’assistenza umanitaria di Oxfam continuerà nel campo di Kara Tepe, gestito dalla Città di Lesbo, dove i migranti godono ancora della libertà di movimento.

Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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