Rifugiati, Amnesty: la Nato porti avanti le operazioni nel mar Egeo nel rispetto del diritto internazionale

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Amnesty International in merito alle operazioni della Nato mirate a fermare i flussi migratori nell’Egeo.


 

Operazioni di salvataggio di migranti da parte di Nave Espero, nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum, Mar Mediterraneo Meridionale, 29 Aprile 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

 

Amnesty International ha sollecitato le forze della Nato che stanno per iniziare le operazioni di ricerca e soccorso nel mar Egeo ad agire nel rispetto del diritto internazionale a non rimandare illegalmente in Turchia le persone salvate.
Secondo quanto dichiarato dalla Nato l’11 febbraio, la Nato invierà tre navi nell’Egeo per aiutare a “fermare i flussi” di rifugiati e migranti verso l’Europa e per sorvegliare le attività dei trafficanti, delle reti criminali e degli attraversamenti irregolari verso la Grecia.
“Centinaia di rifugiati, tra cui molti bambini, sono morti dall’inizio dell’anno lungo la pericolosa rotta che attraversa l’Egeo. Ogni nave della Nato che dovesse incrociare un’imbarcazione in difficoltà dovrà fornire immediata assistenza allo scopo di salvare vite umane” – ha dichiarato Iverna McGowan, direttrice dell’Ufficio di Amnesty International presso l’Unione europea.
“In alcun modo, le forze della Nato dovranno diventare un ulteriore ostacolo tra i rifugiati e la protezione internazionale cui hanno diritto. Intercettare i rifugiati mentre cercano di raggiungere l’Europa e rimandarli in Turchia, paese che già ne ospita due milioni e mezzo, costituirebbe una grave violazione del diritto d’asilo e una beffa nei confronti del diritto internazionale” – ha aggiunto McGowan.
L’Europa, secondo Amnesty International, dovrebbe invece attuare, ingrandendone la portata, il proposito di reinsediare i rifugiati che si trovano in Turchia. Prevedere percorsi legali e sicuri è l’unico modo per dissuadere le persone dal tentativo di entrare irregolarmente in Europa attraverso viaggi pericolosi” – ha concluso McGowan.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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