Wanda Osiris, la divina (con)turbante

Wanda Osiris in una foto d'archivio del 31 dicembre 1960. ANSA/OLDPIXSono trascorsi 20 anni dalla scomparsa di Wanda Osiris, ma il suo mito prosegue e alla Divina, , Roberta Maresci, giornalista radiofonica e scrittrice specializzata in biografie, dedica un nuovo libro, pubblicato da Cavinato Editore: ‘Wanda Osiris – Prima soubrette e donna (con)turbante’.

Attrice, cantante e soubrette italiana del teatro di rivista nel periodo degli anni trenta- quaranta Wanda Osiris, nata Anna Maria Menzio, figlia di un palafreniere del Re Umberto I, iniziò la sua carriera nel 1937 scritturata da Macario per mettere in scena una delle prime commedie musicali italiane. La sua rivoluzione avvenne con Tutte donne, nel 1939, dove comparve la prima scala di venti gradini. La rivista era sontuosa in cui Wanda usciva da un enorme astuccio di profumo. Dopo la liberazione tornò a Milano e sempre con Carlo Dapporto divenne la regina del Gran Varietà.

“Non era una ballerina da prima fila, neppure una cantante eccelsa, eppure quando si muoveva incantava tutti con il suo affascinante incedere, ventre in fuori e accentuato dondolio dei fianchi” scrive Maresci. Rivoluzionò lo spettacolo scendendo dalle scale, circondata da rose Baccarat che lei stessa acquistava a sue spese cospargendole di profumo Arpège. Vestita di paillettes, piume, ori e strati di crinoline, i capelli ossigenati, quasi platino, avvolti nei suoi celebri turbanti di raso (odiava la stoffa, il color viola e gli uccelli, vivi e finti), nelle sue apparizioni era sempre circondata da uno stuolo di boys, di cui hanno fatto parte anche grandi personaggi dello spettacolo a cui portò fortuna come Alberto Lionello, Nino Manfredi, Raimondo Vianello e Renato Rascel.

Wandissima all’apice della sua carriera decise di scendere per l’ultima volta le scale (riprodotte) di Notre-Dame e Trinità dei Monti per tornare a vivere una vita normale con il suo vero nome, lontana dai riflettori. Il libro cerca di spiegare lo strano caso dell’artista che non eccelleva in campi specifici, se non in quel modo studiato di arrotare e ampliare le parole (il famoso “birignao”) e soprattutto, cerca una risposta all’abbandono improvviso delle scene.

Indro Montanelli scrisse che “era l’ultima regina d’Italia”, Mussolini le fece i complimenti scendendo da una carrozza a Riccione, Filippo De Pisis le dedicò un ritratto e Giorgio De Chirico le scarabocchiò il profilo su una tovaglia. Wanda Osiris è stata la prima Diva dello spettacolo leggero italiano i cui spettacoli sfarzosi caratterizzati da una continua ricerca del bello e del lusso, del coinvolgimento dei più importanti talenti dello spettacolo, che amava scendere scale hollywoodiane, la consegnarono alla leggenda presentandosi come un sogno di felicità, di ricchezza e di spensieratezza, in un’Italia stravolta dalle cause e dagli effetti della seconda Guerra Mondiale.

 

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