Visita del Papa in Messico, Amnesty International: “Il Paese sta affrontando una devastante crisi dei diritti umani”

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Sta accadendo di tutto in Messico: sparizioni, torture e brutali omicidi. A lanciare il grido d’allarme è Amnesty International che, alla vigilia della visita del Papa in Messico prevista tra il 12 e il 18 febbraio, denuncia che nel Paese è in atto una profonda crisi dei diritti umani che sta assumendo “dimensioni epidemiche”.

Erika Guevara-Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International ha dichiarato: “Non appena arriverà a Città del Messico, papa Francesco si troverà faccia a faccia con una delle più preoccupanti crisi dei diritti umani dell’intero continente americano”.

La direttrice di Amnesty, senza mezzi termini, parla di una nuova emergenza legata al fenomeno dei desaparecidos: “Dalle decine di migliaia di persone scomparse, al massiccio uso della tortura, dal crescente numero di omicidi di donne alla profonda incapacità di svolgere indagini, le violazioni dei diritti umani sono diventate un fatto abituale in Messico” .

I messicani si appellano al Papa affinché possa “usare la sua grande influenza per convincere il presidente Peña Nieto a prendere sul serio questa terribile crisi dei diritti umani, assicurando alla giustizia tutti i responsabili di violazioni dei diritti umani. Solo assumendo un’azione concreta e decisiva per portare i responsabili di questi crimini di fronte alla giustizia, il governo messicano potrà cominciare a contrastare questa crisi che ha radici profonde”.

Sul sito di Amnesty International sono riportati i cinque punti che Papa Francesco dovrebbe conoscere sul crimine organizzato in Messico:

1. Migliaia di persone sono state uccise nel contesto della cosiddetta “guerra al crimine organizzato” ma nessuno sa esattamente quante
Per il secondo anno di seguito, le autorità messicane non hanno pubblicato alcun dato sul numero delle persone rimaste uccise o ferite negli scontri con la polizia e l’esercito nell’ambito della mal concepita e inefficace lotta contro il crimine organizzato.

2. Oltre 27.000 persone sono scomparse nell’ultimo decennio
La tragica sparizione di 43 studenti di un istituto magistrale, nel settembre 2014, ha acceso la luce su un fenomeno, quello dei “desaparecidos”, di dimensioni epidemiche. Secondo dati ufficiali, oltre 27.000 persone risultano ancora scomparse, almeno la metà delle quali da quando nel 2012 il presidente Peña Nieto è salito al potere.

3. Il Messico è uno dei paesi più pericolosi per i giornalisti
Secondo l’organizzazione indipendente Reporter senza frontiere, il Messico è uno dei paesi più pericolosi del mondo per i giornalisti, almeno nell’emisfero occidentale. In tutto il paese, i giornalisti sono regolarmente minacciati, attaccati e anche assassinati. Nel 2015, tre di loro sono stati uccisi a causa del loro lavoro.

4. La tortura è sempre più diffusa
In Messico la tortura e gli altri maltrattamenti sono fuori controllo. Secondo la procura federale, tra il 2013 e il 2014 il numero delle denunce a livello federale è raddoppiato, passando da 1165 a 2403. I casi indagati sono pochissimi.

5. La giustizia è talmente rara da risultare quasi un concetto sconosciuto
Da decenni, il sistema giudiziario messicano si rivela profondamente incapace di indagare sulle decine di migliaia di denunce di violazioni dei diritti umani provenienti da ogni angolo del paese. Delle migliaia di denunce di tortura registrate tra il 2005 e il 2013, i tribunali federali si sono occupati solo di 123 casi e solo in sette di questi hanno pronunciato condanne.

Maria Raspatelli

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