Il Vino Possibile: un plauso all’enogastronomia pugliese

《Chi non conosce storie di terre fatte di sole, di mare, profumi e colori cangianti di stagione in stagione, dove i ritmi sono ancora scanditi dai tempi della natura e della campagna, non può comprendere che cosa significhi dedicarsi ad una passione come il Vino》

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Il 24 luglio 2016 si è chiusa la terza edizione del Vino Possibile, sezione specifica del più ampio Festival il Libro Possibile volta non soltanto alla promozione del mondo del vino, incentivando così l’operositá delle piccole e grandi realtà pugliesi, ma anche della cultura gastronomica della nostra regione.

Nei tre giorni adibiti all’evento -quest’anno dal 22 al 24 luglio- l’evocativa Piazza dell’Orologio di Polignano si è animata di innumerevoli incontri con autori, esperti del settore, liberi pensatori, produttori: un viaggio nella cultura del vino e non solo, al fine di promuovere una sensibilizzazione trasversale e una maggiore considerazione della nostra amata Puglia, troppo spesso denigrata invano.

La riflessione emersa da questi incontri e dipanatasi ad ampio raggio tra i presenti è che i prodotti della nostra terra, meravigliosa a splendente, andrebbero preservati con maggior vigore,  insieme alla valorizzazione delle immense potenzialità che il territorio ha da offrire.

Favorire i bioritmi naturali della terra significa rispettare il valore di un tempo antico che non intende piegarsi al volere del commercio, della mercificazione, dell’artificio umano creato dominare la natura, incentivando la quantità a scapito della qualità.

L’eccellenza italiana è stata così non soltanto discussa, enfatizzata, appresa, posta al vaglio in un contesto di Piazza capace di rendere tutti al contempo protagonisti e spettatori, ma anche colta nelle sue qualità tangibili: alle interviste, alle presentazioni di romanzi tessuti su “trame culinarie” e ai ricettari si sono affiancate vere e proprie degustazioni, svoltesi in Piazza San Benedetto per toccare con mano la qualità del vino pugliese, fiore all’occhiello della nostra cultura e della nostra economia.

 

Francesca Rotondo

 

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