VIDEO: Presentazione del libro “Villaggio Trieste. Bari, 1956: una terra di esuli in Patria?” edito da LB Edizioni

318353_395880777144988_1850463326_nÈ stato presentato a Bari il 30 settembre presso la parrocchia di Sant’Enrico sita nel Villaggio Trieste, il libro intitolato “Villaggio Trieste. Bari, 1956: una terra di esuli in Patria?” edito da LB Edizioni.
Il Villagio Trieste, circoscritto tra la Fiera del levante e l’ex stadio della Vittoria è stato creato nel 1956 per ospitare i circa mille profughi italiani residenti in Jugoslavia, Romania, Grecia, Turchia, Libia e Nord Africa sbarcati a Bari dopo essere stati esiliati dai paesi dove abitavano dopo la seconda guerra mondiale.
Commovente la testimonianza dell’ultra ottantenne Antonio Scagliarini, che vive ancora in quelle case che con cura ha ordinato un archivio nel quale custodisce tutte le testimonianze e la documentazione che altrimenti sarebbe andata scomparsa.
Scagliarini ricorda il suo arrivo a Bari nel 1948 quando fu forzato, con la sua famiglia proveniente da Trani, a scappare dall’isola greca di Rodi che in quegli anni passava sotto il governo greco dopo essere stata colonia italiana.
Ospitato con la sua famiglia nel campo profughi di Santa Chiara sul lungomare, dopo essere stati due anni ad Aversa, rimasero lì per ben 10 anni fino a quando nel 1956 il Ministero dell’Interno destinò ai mille profughi le case così dette di “Via Verdi”, la prima via istituita prima ancora di via Pola.
Oggi, gli abitanti si sentono abbandonati dall’amministrazione pubblica e denunciano la scarsa illuminazione, la mancata pulizia e la manutenzione delle strade poiché giuridicamente appartengono al Demanio e non vengono quindi considerate di pertinenza del Comune.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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