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[VIDEO] La vera storia della statua della Madonna della Purificazione della chiesa di Sant’Anna a Bari vecchia

Antonio Calisi 31 ottobre 2018 Commenti disabilitati su [VIDEO] La vera storia della statua della Madonna della Purificazione della chiesa di Sant’Anna a Bari vecchia
[VIDEO] La vera storia della statua della Madonna della Purificazione della chiesa di Sant’Anna a Bari vecchia

Apprendo da un post sul profilo di FB dell’amico e maestro Emanuele Buonvino, una storia tutta barese che vi voglio raccontare.

Nella Chiesa di Sant’Anna in Bari Vecchia è conservata una statua ottocentesca della Madonna della Purificazione, che si venera il 2 febbraio (Festa della Candelora).

Questa statua si trovava prima nella chiesa della Vallisa quando era ancora consacrata, prima di diventare un Auditorium.

Buonvino racconta che il viso della statua di quella Madonna è il viso della sua bisnonna materna, Filomena Traversa.

Fu infatti il suo bisnonno, Andrea Traversa, che verso la metà dell’800, fece scolpire da un abile artigiano, la statua della Vergine Maria con il viso di sua moglie morta in giovane età.

Una sua anziana zia, gli raccontò che il suo bisnonno ogni mattina prima di recarsi al lavoro passava dalla chiesa della Vallisa per salutare la sua amata moglie con un Ave Maria.

Emanuele Buonvino ha tratto dal suo album di famiglia una foto ricordo della nipote di Filomena Traversa, zia Filomena (porta lo stesso nome della nonna) in cui si nota lo stesso taglio degli occhi della Madonna.

A questo post su FB non sono mancati i numerosi like e i commenti, tra questi desidero mettere in evidenza quello di Domenico Colaianni nato in via Vallisa, 7 accanto alla chiesa, che da bambino ricorda lo sguardo severo di Tonine u sagrstane (del sacrestano Antonio) aggiungendo una reminiscenza di sua nonna “Bellonia” che esercitava la professione di sarta e che per devozione verso la Vergine era addetta a vestire la Madonna per il giorno della sua festa (2 febbraio) e per la festa nel mese di giugno quando veniva portata in processione. Tradizione, quello di vestire la statua, portata avanti dopo la nonna da Domenico insieme a sua madre e sua sorella.

Il momento della vestizione della Madonna era un rito quasi sacro interdetto agli uomini. Solo i bambini potevamo assistere fino a quando la statua della Madonna non rimaneva con l’ultima sottoveste tutta ricamata, poi arrivava l’ordine perentorio “Tutti i maschi fuori!”.

Racconta ancora Domennico Colaianni che lo scorso anno hanno provveduto al restauro e il maestro Jaccarino ha riportato la statua al suo originale splendore. Si presume che sia stato Giuseppe Volpe lo scultore che ha riprodotto anche l’immagine della Madonna Addolorata dei Misteri della Vallisa.

Ringrazio il maestro Buonvino di questa bellissima vicenda della nostra storia locale e speriamo possa farci parte di tanti altri ricordi della sua famiglia che si intrecciano con la storia della città, augurandogli che possa al più presto pubblicarli, non solo di FB, ma anche attraverso un un bel lavoro editoriale.

Antonio Calisi

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