Vandalismo contro la chiesa di San Giovanni Battista, la risposta degli Amici della Parrocchia

“Gesto ignobile, ma noi non abbiamo paura: a breve il nostro murales per valorizzare il Complesso e tutto il quartiere”

madonna_co_45136928_300 (1)“Quanto accaduto danneggia non solo l’arte e l’architettura di un’opera unica al Sud Italia, ma l’intera città”. Così il gruppo degli Amici della Parrocchia di San Giovanni Battista – quartiere Stadio – commenta l’atto vandalico con cui la notte scorsa un gruppo di teppisti ha imbrattato la chiesa e la statua della Madonna posta a presidio dell’edificio sacro. “Purtroppo questa gente priva del minimo rispetto per il sentimento religioso altrui, e al contempo totalmente insensibile verso l’importanza dei beni della comunità, offende  tutti i cittadini leccesi, non solo quelli del quartiere Stadio, non solo la Chiesa e chi la rappresenta. Ma noi non ci faremo intimorire. Anzi”.

Il gruppo, da tempo impegnato in una serie di iniziative di promozione e valorizzare del Complesso, sito nel quartiere Stadio e considerato dagli addetti ai lavori come una delle opere d’architettura contemporanea tra le più importanti e significative del Salento (realizzata dall’architetto Franco Purini, esponente di punta del Neorazionalismo italiano, e contenitore di opere di arredo sacro firmate da maestri del calibro di Mimmo Paladino, fondatore della Transavanguardia, e Armando Marrocco), sceglie però di rispondere all’atto vandalico e vigliacco con un gesto positivo. Ovvero ricordando il Progetto, anch’esso a firma di Mimmo Paladino, che a breve vedrà impegnata tutta la comunità nella valorizzazione della dimensione artistica dell’edificio sacro. E nella ricucitura dello strappo urbanistico e culturale che separa il quartiere dal resto della città: “Giovani artisti della 167/B e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Lecce realizzeranno nelle prossime settimane un murales artistico, lungo 256 metri e alto 2,60 metri, sulla superficie esterna del muro di recinzione del Complesso architettonico: questa è la nostra risposta a chi pensa di intimidirci e di impedirci di lavorare per la crescita culturale del quartiere”.

 

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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