Utero in affitto. L’ideologia unica non accetta confronto

dolceHa infiammato una vera e propria guerra di boicottaggio ai danni di Dolce&Gabbana l’affermazione di Domenico Dolce su Panorama, sulla pratica dell’utero in affitto. “Sono gay, non posso avere un figlio. Tutti nasciamo da un padre e una madre – ha affermato – per questo non mi convincono i figli della chimica, i semi scelti da un catalogo”. Sostegno dalla Manif pour tous, movimento laico nato in Francia a tutela della libertà di espressione e della famiglia naturale.

Chi è a favore della famiglia, come legame costituito dal matrimonio tra un uomo e una donna, chi è a favore dei diritti dei bambini che devono conoscere e crescere con i loro genitori – il loro papà e la loro mamma – oggi vede la sua libertà attaccata.

L’ideologia omosessualista, che non si riconosce con l’omosessualità e con le persone omosessuali, è un atteggiamento proprio di quella dittatura del pensiero unico più volte segnalata dal Santo Padre, in cui si cerca non solo di imporre una dottrina unica di pensiero ma principalmente di condizionare la libertà di chi obietta a questo pensiero.

Pensiero unico che danneggia anche persone apertamente omosessuali come uno dei rappresentanti della Manif pour tous, Jean Pierre, che è omosessuale e convivente, che ha affermato: “Il fatto che io sia omosessuale non c’entra niente con il fatto che io difendo il matrimonio come istituzione che riconosce la famiglia e che, fondamentalmente, riconosce il diritto dei bambini di crescere con un papà ed una mamma”. Per queste dichiarazioni Jean Pierre è stato spietatamente aggredito dalle associazioni Lgbt del movimento gay; perfino è costretto a camminare con una scorta per scongiurare dei veri e propri attentati alla sua persona.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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