Un radiocomando contro la prostituzione

I tifosi del Bologna FC sostengono i volontari grazie a Faac spa

FAAC-500x500«Ringraziamo la Faac Spa per il suo sostegno alle nostre unità di strada e alle realtà di accoglienza, sparse sul territorio nazionale, che si rivolgono alle donne vittime di tratta e di violenza», è il pensiero di Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII.

L’azienda leader nella soluzione di automazioni per serramenti e controllo degli accessi ha annunciato oggi a Bologna l’immissione sul mercato del “Radiocomando del tifoso”, personalizzato con il marchio grafico della società calcistica di serie A Bologna FC, il cui ricavato verrà interamente devoluto alle attività contro la tratta della Comunità.

Ramonda ha recentemente sottolineato la necessità di fronteggiare l’emergenza adottando anche in Italia un sistema di sanzioni ai clienti: «auspichiamo la creazione di uno schieramento trasversale di politici disposti a mettersi dalla parte delle vittime, punendo chi vorrebbe continuare ad utilizzare queste giovani donne approfittando della loro vulnerabilità».

In Italia si stima che siano tra 75.000 e 120.000 le vittime della prostituzione; di queste il 37% è minorenne, tra i 13 e i 17 anni. La Comunità Papa Giovanni XXIII in 25 anni ha liberato più di 7.000 donne; attualmente accoglie circa 200 ragazze, mentre sono 21 le Unità di strada.

A Bologna Andrea Montuschi, responsabile per la zona Emilia della Comunità, spiega: «In città le unità di strada della Papa Giovanni sono attive da ormai 20 anni; da 16 sono fortemente sostenute dal Comune di Bologna attraverso l’Istituzione “Don Paolo Serra Zanetti”. Ogni anno, con 4 uscite a settimana, i volontari riescono a contattare circa 1.800 donne; una media di 25 ragazze all’anno abbandonano la strada ed iniziano un percorso di autonomia».

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Un pensiero riguardo “Un radiocomando contro la prostituzione

  • 13 Aprile 2016 in 14:44
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    In ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

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