Al Teatro Abeliano va in scena “La fattoria degli animali”

photo.phpMartedì primo luglio al teatro Abeliano a Japigia il laboratorio teatrale “La bottega dell’attore 1” ha messo in scena alle 20.30 “La fattoria degli animali” opera del famoso autore inglese George Orwell. Tramite la grande allegoria della ribellione degli animali contro la cattività umana Orwell vuole in realtà parlare, nel dopoguerra, del totalitarismo sovietico del periodo staliniano. I protagonisti di questa rappresentazione sono dei ragazzi adolescenti ma già molto esperti nella recitazione. Grazie ai loro insegnanti di teatro Stefania Bove, Tina Tempesta e Vito Signorile e alla loro maestra di canto Betty Lusito, supportati da Roberto de Bellis e Luca Ippolino esperti di luci e suoni della scena, hanno attualizzato questo tema con musiche, costumi e ambientazione originale. Un pannello posto sullo sfondo mostra i vari luoghi, dalla lotta contro gli umani alla residenza ufficiale del Capo degli animali Napoleone. Sul palco sono stati posti oggetti della vita agricola: dei sacchi, un mucchio di fieno, delle cassette per la frutta e i vari utensili adoperati nei campi. Anche le musiche composte da Dario Raffaele hanno contribuito ad immedesimare il pubblico nella vita agreste oltre ai versi e alle movenze degli animali ben riprodotti dai vari attori. Tra gli animali cattivi Dario Fidanza, il maiale Napoleone, feroce e determinato simbolo del dittatore Stalin;Tommaso Citarella il corvo Muoses, perdifo e meschino, seguace del maiale Napoleone; Giampiero Quintavalle il corvo Finnix, stupido compagno del corvo. Tra gli animali buoni Martina Campanozzi ha impersonato il cane Jessie, leale e laborioso, che vede i suoi figli strappati alle cure materne e allevati come fedeli guardie del corpo per il Capo degli animali; Ezia Difino la gatta Dizzie, Fabrizio Politi il cavallo Boxer, forte e coraggioso, Elisandra Triggiani la cavalla Clover, vanitosa e legata al mondo degli umani, Andrea Capece la capra Muriel, Davide Sassanelli l’asino Ben, Mara Ciocia la gallina Polly, fiero difensore della fattoria a tal punto da trasgredire le regole imposte dal maiale Napoleone e vittima innocente immolata per la libertà e infine Elena Uliano la timida coniglietta Rebby. Tra i maggiori esempi di libertà rivoluzionaria Verdiana Lamagna interpreta il maiale Snowboll, in contrasto con i progetti del maiale Napoleone, alla fine cacciato dalla fattoria e Salvatore Marcosano, il maiale Major, anziano ideatore della rivoluzione degli animali contro gli umani e del famoso motto “Quattro zampe sono un bene, due sono una male”. I ragazzi hanno saputo ben interpretare i loro personaggi e hanno dato vita ad una triste realtà, spesso sdrammatizzando con battute ironiche, ma sono stati capaci di comunicare una tematica così profonda tramite l’arte della finzione, spesso venendo in contatto con il pubblico e facendolo sentire partecipe e quasi responsabile di quella situazione. Tutta la recitazione è stata intervallata da riflessioni esterne del maiale Major, morto all’inizio della rappresentazione, che hanno aiutato lo spettatore nella comprensione degli eventi e del significato morale dell’opera di Orwell per concludere con una canzone ricca di significati morali cantata da tutti gli animali, accompagnata dallo scroscio di applausi del pubblico.

Martina Ragone

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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