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“Taranta On The Road” tra musica, viaggi e immigrazione

Ilaria Sinopoli 24 agosto 2017 Commenti disabilitati su “Taranta On The Road” tra musica, viaggi e immigrazione
“Taranta On The Road” tra musica, viaggi e immigrazione

Siamo nel 2011, nel periodo delle primavere arabe ed è da qui che parte Taranta On The Road, la storia di Salvatore Allocca, in sala dal 24 agosto, distribuito da Draka. Luca, Giovanni e Matteo formano una band di scarso successo in un mix di pizzica e musica elettronica. Vivono di musica, suonando a sagre e matrimoni, si sentono falliti e forse proprio per questo familiarizzano al volo con Amira e Tarek, fuggiti dalla Tunisia nel periodo di caos che seguì alle primavere arabe del 2011, quando sembrava che Tunisi si fosse liberata da Ben Ali per cadere in mano a una versione magrebina dei talebani. Dalla Puglia, il quintetto multietnico parte verso la Francia, passando per Londra, vivendo l’Europa dei sogni. Ma il destino per loro decide diversamente e lungo il viaggio molte cose si chiariscono, molti amori finora soffocati sbocciano e molti problemi trovano una soluzione. Fino a un finale ben risolto perché questa è sicuramente una favola, ma anche la favola ha i suoi limiti.

Ambientata quindi qualche anno fa in quell’Italia che decide di dare un permesso di soggiorno temporaneo per far emigrare i profughi che arrivano sulle sue coste e che l’Europa non vuole accogliere ma è allora che gli altri paesi revocano gli accordi di Schengen e le frontiere italiane si chiudono. Un tema dunque più che mai attuale. “Già Sciascia lo diceva – racconta Allocca – l’Italia non impara dalla sua storia. Ma l’Europa sembra farlo ancora meno. Le cose successe pochi anni fa potevano essere la base da cui partire per trovare delle soluzioni, in realtà è stato tutto dimenticato”.

Il film fa riscoprire Nabiha Akkari accanto a Helmi Dridi, rispettivamente Amira e Tarek, che si sono conosciuti sul barcone che li ha portati in Italia, ma faranno credere agli Evangelisti di essere marito e moglie, in attesa di un figlio. Il tutto per conquistare un passaggio in auto verso il confine con la Francia. Il sogno europeo, le frontiere, la decisione dell’allora governo Berlusconi di concedere visti temporanei a cui fa seguito quella degli altri Paesi di annullare improvvisamente gli accordi di Schengen non sono l’unico tema del film.

Perché è sì un film attuale, ma non tristemente attuale. Taranta On The Road è ben scritto, ben diretto, ben interpretato, divertente e riesce a narrare in maniera leggera, assolutamente non banale (cosa non facile quando si affrontano determinate tematiche) le vicende dei due immigrati. Questo anche grazie a un ulteriore protagonista, la musica, un linguaggio universale che non ha confini. La pizzica in particolare, come dirà Matteo “è molto più di una semplice danza” e per Salvatore Allocca è stata funzionale alla trama perché la leggenda vuole che servisse a curarsi dal morso della tarantola che colpiva sempre le donne. Queste, allora, iniziavano a ballare per liberarsi dal veleno e ballavano, sempre più indiavolate. “La pizzica in realtà serviva come sfogo, era il grido delle donne che chiedevano aiuto per liberarsi dalle catene di una società che non era fatta per loro”. Anche Amira, ad un certo punto, sceglierà di sciogliersi i capelli, sventolare un fazzoletto rosso e iniziare la sua danza di libertà.

Oggi continuano ad esserci barconi, migranti che cercano di raggiungere un paese e una vita migliore. Dunque il problema c’è e resta e certo una commedia non può aiutare a risolverlo ma sicuramente può aiutare a ricordarlo.

Ilaria Sinopoli

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