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Sister Act – Il Musical

Francesca Rotondo 13 marzo 2017 Commenti disabilitati su Sister Act – Il Musical
Sister Act – Il Musical

«L’ho vista in scena a Barcellona: mi ha stregato con la sua interpretazione e la sua voce nera, calda, in stile gospel. Ha una grande energia, è una ragazza semplice ma di enorme talento (..) Alle audizioni a Roma, Saverio Marconi mi ha detto senza esitazione : “Belìa è perfetta nel ruolo, è lei la nostra Deloris”».

Alessandro Longobardi, direttore artistico del teatro Brancaccio di Roma

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Sabato 11 e Domenica 12 Marzo
è andato in scena al Teatro Team di Bari il musical Sister Act, tratto dall’omonimo film del ’92 che consacrò Whoopi Goldberg nell’indimenticabile ruolo di Deloris Van Cartier (per tutti Suor Maria Claretta), qui affidato alla frizzante madrilena Belia Martin.
Questa splendida svitata in abito da suora, tutta paillettes, energia e joie de vivre, è la protagonista di uno show unico, travolgente e…Divino! In prima assoluta al Teatro Brancaccio di Roma, questo nuovo attesissimo spettacolo, già un grande successo a Broadway, porta con sé la traduzione di Franco Travaglio nel testo e nelle liriche.

Lo show, diretto da Saverio Marconi e coadiuvato da un team artistico composto da Stefano Brondi (direttore musicale), Rita Pivano (coreografa), Gabriele Moreschi (scenografo), Carlo Buttò (direttore di produzione), Carla Accoramboni (costumista), Valerio Tiberi (disegno luci) e Emanuele Carlucci (disegno suono), è imbastito su una trama conosciuta ai più.

Deloris Van Cartier, il ciclone che travolgerà la tranquilla vita del convento di St. Katherine a San Francisco, è l’esuberante solista di un trio di cantanti in stile anni ’60, The Ronelles, che si esibisce di sera al Moonlight Lounge. Il proprietario del casinò è Curtis, amante spregiudicato della protagonista e pericoloso boss criminale. Per una pura fatalità la donna, inconsapevole dei traffici illegali in cui è invischiato l’uomo, assiste involontariamente all’esecuzione di un autista colpevole di aver fatto una soffiata alla polizia. Non le resta che fuggire.
Recatasi alla vicina stazione di polizia e grazie al sostegno del tenente Eddie Souther, la donna accetta di deporre contro l’ex amante in qualità di testimone chiave e, in attesa del processo, acconsente malvolentieri a nascondersi sotto falsa identità nell’austero convento di St. Katherine, gestito dall’ inflessibile Madre Superiora. Deloris è completamente ai suoi antipodi e le due donne faticheranno a trovare il giusto compromesso.

Ha così inizio la vita monastica di Suor Maria Claretta che, nonostante la sobrietà del vestiario e i tentativi di omologazione, proprio non riesce a frenare il suo carattere esplosivo, la parlantina frenetica, la lingua tagliente, lo spirito pop, i “vizi” di una donna libera da preconcetti e tabù e le bizzarrie tipiche di chi ha da vendere spontaneità e naturalezza. Eppure, quelle che sembrano essere agli occhi della Madre Superiora dei tremendi peccati, costituiscono la chiave per ravvivare un luogo grigio e tetro, pieno di religiosità ma privo di vita.

La personalità di Deloris fa breccia nei cuori delle consorelle, sempre più amiche e sempre meno “sorelle” di vocazione; in particolare la simpatica Suor Maria Patrizia, la timida novizia Maria Roberta e la burbera Suor Maria Lazzara diventano i nuovi punti di riferimento della protagonista.
L’intero sistema monastico, sconvolto e messo a soqquadro da questo inaspettato uragano vivente, deve essere ridimensionato e portato alla normalità: alla Madre Superiosa non resta che incanalare nel modo più intelligente possibile l’esuberanza di Suor Maria Claretta . Ecco che la sua esperienza da cantante può giovare al monastero: per rimanere nel convento sarà costretta a dirigere lo scalcagnato coro di suore. Un’impresa più che ardua, date le terribili prestazioni vocali delle monache. Ma chi meglio di Deloris potrebbe stravolgere in positivo la situazione.

A dispetto di qualsiasi aspettativa, Suor Maria Claretta reinventa il coro in chiave Pop: è in questo punto dell’intreccio che il Musical mostra tutta la propria verve. Le atmosfere soul si alternano con scioltezza a quelle funky e disco anni ’70 ma anche alle ballate pop in puro stile Broadway. Immancabili gli inserti Gospel e le armonie polifoniche, mai eccessive o stucchevoli, ma sempre modulate al punto giusto in un’atmosfera calda e partecipativa.

La storia, sempre più dinamica ed incalzante al passare dei minuti, trascina lo spettatore in un vortice di puro entusiasmo. Questo turbine, fatto di incontri, scontri, riavvicinamenti, inseguimenti, immancabili colpi di scena e rafforzato da una filiera di rosari e paillettes, non può che affascinare e far sorridere, senza tuttavia mettere in ombra momenti più riflessivi e meditabondi. Il divertimento è assicurato, complice la presenza di numerosi personaggi oltre le righe, tra cui gangster ben poco maligni e novizie anticonformiste. Queste ultime, grazie all’incentivo di Deloris e a dispetto del ruolo ricoperto, non rinunciano ad essere se stesse: imperfette, a volte dubbiose ed insicure, scatenate ma, soprattutto, vere.

Il cuore del musical resta comunque la musica, vera ed indiscussa protagonista, resa magnificamente dalle voci dei vari performer. Questi, con maggiore e minore esperienza, si alternano sul palco con disinvoltura: da Francesca Taverni (alias Madre Superiora) nelle cui corde vocali scorrono delle forti inclinazioni rock, a Felice Casciano (nel ruolo del gangster Curtis) con la sua voce calda e profonda in puro stile Barry White, fino ad arrivare al nuovo talento emergente Marco Trespioli (il commissario Eddie), la cui firma è data da una forte voce tenorile.

Impossibile non citare la prodigiosa estensione vocale di Belia Martin, la Deloris che tutti vorremmo conoscere, la celebrità della porta accanto. Con piglio deciso e talentuosa naturalezza domina il palco e fa scacco matto con i cuori degli spettatori, in un finale davvero elettrizzante.

Francesca Rotondo

 

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