Siena, una mostra sui Diritti dell’Uomo a san Cristoforo

In occasione dei settant’anni dalla pubblicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la città di Siena è stata sensibilizzata a questa tematica, grazie anche ad una mostra tenutasi nel chiostro di San Cristoforo in Piazza Tolomei, dal 5 al 13 aprile, promossa dalle classi 4RIM e 4GRAF dell’IIS Bandini di Siena. La docente di diritto Miriam Niccolini, coordinatrice di questo progetto, ce ne ha fornito una splendida testimonianza tramite un’intervista.

Da quale progetto si è sviluppata questa mostra?
La nostra scuola ha vinto il bando per il progetto “Centro scuole per la pace”, che ha lo scopo di sensibilizzare i ragazzi alla tematica della pace. Il lavoro è stato supportato dal Comune e dall’Ufficio Cultura che ha messo a disposizione i locali e ha inserito questa mostra in un percorso di iniziative per la città.

Com’è stata organizzata la mostra?
Il Comitato di questo progetto ha chiesto di allestire la mostra il 10 dicembre, a Palazzo Patrizi, in via di Città, ma non vi è stato un grande riscontro, forse a causa della stagione invernale. Mentre la seconda esposizione, nel chiostro di San Cristoforo, ha visto la partecipazione di persone di vario tipo, da turisti a professori e studenti universitari, forse grazie alla posizione più centrale del luogo.

In che modo hanno lavorato i ragazzi?
Il tempo che i ragazzi hanno dedicato a questo progetto è stato computato nelle ore di alternanza scuola-lavoro. Sono stati realizzati dei cartelloni da esporre con l’aiuto dei docenti di grafica. È stato difficile trovare immagini ad alta definizione e questo ha implicato la consultazione di siti in inglese. Spesso si è corredata l’immagine del corrispettivo articolo letto ed esaminato in classe. Infatti, ad una prima fase teorica di lettura del testo insieme alla sottoscritta, è seguita una seconda fase creativa di elaborazione di idee, di divisione in gruppi in base alle preferenze tematiche e poi vi è stata la ripartizione dei compiti. I ragazzi hanno saputo ben gestire il lavoro, mettendo a frutto le loro diverse competenze e rimanendo spesso a scuola più tempo di quello previsto dal solito orario scolastico.

Quali sono state le tematiche trattate?
Si è voluto seguire il criterio dell’immagine come denuncia di quanto esposto nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. È sconvolgente come a settant’anni dalla promulgazione di questo documento si violino ancora alcuni articoli. È stata trattata la tematica della tortura (soffermandosi sul caso di Giulio Regeni), dello sfruttamento del lavoro minorile, degli abusi sui bambini, della violazione dei diritti della donna (in particolare le spose bambine), dell’omosessualità, del razzismo e delle mutilazioni genitali.

Siete soliti trattare questi temi a scuola o questa è stata un’occasione eccezionale?
Come istituto siamo soliti trattare questi temi in maniera innovativa rispetto alla classica lezione con i libri di testo. Lo scopo è quello di raggiungere delle competenze, un saper fare qualcosa in modo creativo, servendosi del sapere scolastico.

La professoressa conclude l’intervista con questo messaggio positivo: “La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è uno di questi testi fondanti che si dovrebbe conoscere a fondo, perché fa parte della nostra cultura e della nostra formazione come cittadini attivi. Un docente dovrebbe trasmettere un sapere, creando agganci con la realtà quotidiana: non si può più permettere che ciò che si insegna rimanga sui libri. Bisogna attuare un cambiamento lento, ma necessario.”

Un evento che ha riscosso successo, non solo permettendo la crescita dei singoli studenti, sia dal punto di vista delle competenze sia per quanto concerne la conoscenza dei diritti, ma dell’intera cittadinanza senese che, tramite questo forte strumento di denuncia – l’immagine – ha avuto la possibilità di riflettere su tematiche molto attuali.

Martina Ragone

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: