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A Siena, la prima di “Sarah & Viktor” di Fernando Arrabal

Martina Ragone 4 maggio 2018 Commenti disabilitati su A Siena, la prima di “Sarah & Viktor” di Fernando Arrabal
A Siena, la prima di “Sarah & Viktor” di Fernando Arrabal

Martedì 10 aprile alle ore 21.00 presso il teatro dei Rozzi a Siena si è tenuta la prima dello spettacolo “Sarah & Viktor” di Fernando Arrabal, in collaborazione con l’associazione “Teatro 2” e “Atto 2”. Lo scrittore del testo originale è un drammaturgo, saggista, regista, sceneggiatore, poeta e pittore spagnolo che ha collaborato con André Breton per il Surrealismo, Tristan Tzara per il Dadaismo e Andy Warhol per la Pop art. Il suo teatro porta spesso all’estremo le tematiche del realismo, dell’assurdità dell’esistenza, della patafisica e dell’impegno civile e politico. La trama di questo spettacolo sembra all’apparenza lineare, si prospetta come un dialogo tra il celebre scrittore francese Viktor Hugo e l’attrice Sarah Bernhardt, ai tempi della rivoluzione, ma in realtà un altro mondo si nasconde dietro questo dialogo. Si innesca un altro personaggio, una ragazza, impersonata da Anna Mucelli, che irrompe spesso nel dialogo tra i due, vestendo panni sempre diversi, da quello di una rivoluzionaria e di una feminist, a quelli di una bambina che gioca con la sabbia e tanti. In realtà Anna e Sarah, impersonata da Mila Moretti, sono due prostitute del 2018 e Viktor Ugo (Marco Bonucci) è un miliardario che ogni settimana va nel loro bordello parigino chiedendo un gioco erotico diverso. Quella settimana si mette in scena un gioco in cui il miliardario chiede di essere Viktor Hugo e una delle due prostitute Sarah Bernhardt. L’altra ricopriva una serie di personaggi che da una parte volevano spaventare l’uomo e dall’altra parte sedurlo. Durante la rappresentazione i tre attori spesso loro uscivano dai loro personaggi e ciò si può evincere da battute in cui si capisce che stavano leggendo da un copione. Alla fine del gioco erotico Viktor chiede di morire d’amore e per questo alla fine non muore solo il personaggio, ma anche il miliardario stesso.
Sono state date varie interpretazioni allo spettacolo. L’incontro storico tra Sarah e Viktor è controverso: lei è una grande attrice ed è famosa per non aver mai detto la verità a nessuno e per aver avuto molti amanti, sia uomini sia donne, mentre lui era un poeta, che concepiva l’amore in maniera più spirituale rispetto all’erotismo sfrenato di Sarah. Probabilmente i due si sono incontrati davvero e lui è stato l’amante di Sarah Bernard, anche con una notevole differenza di età.
Lo spettacolo ha permesso la difficile, ma soddisfacente collaborazione intragenerazionale tra una ragazza, Anna Mucelli, alle prese con i suoi primi spettacoli teatrali – in precedenza ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo “Il Gabbiano” di Cechov, di cui Mila era la registra – e due adulti, Mila Moretti e Marco Bonucci. Mila è figlia d’arte, suo padre è Mario Moretti, regista e autore teatrale italiano che, una volta scoperto il teatro “dell’assurdo” di S. Beckett e A. Adamov, nel 1961 ha portato in scena l’atto unico Il sesso di poi, grazie anche al supporto dell’amico P.P. Pasolini. Poi ha fondato a Roma l’“Accademia del Teatro dell’Orologio”. Mila ha seguito le orme del padre e ha fondato l’associazione “Teatro 2” a Siena, in cui si occupa di corsi di teatro ed è regista e attrice di numerosi spettacoli. Inoltre suo padre era amico di Fernando Arrabal che l’ha conosciuta sin da piccola e da una decina di anni è la sua musa ispiratrice, infatti quest’opera è stata scritta per lei. Marco Bonucci fa teatro per passione e si è occupato della regia dello spettacolo delle contrade che si svolto a Siena al Teatro dei Rinnovati a marzo.
Dal punto di vista tecnico, per la figura che Anna ha interpretato ci dovevano essere tre ingressi in meno, però sono stati incrementati per alleggerire la pesantezza del dialogo tra Sarah e Viktor. Inoltre il copione è stato tradotto dallo spagnolo all’italiano da Marisa Casale, ex moglie di Dario Argento, e originariamente era molto più lungo ed è stato ridotto ad una quindicina di pagine, grazie ad un accurato lavoro degli attori e del regista Sergio Aguirre. In futuro probabilmente lo spettacolo verrà portato in tour in Italia e all’estero, ma sempre in italiano, in quanto il regista lo progettato per portarlo in giro così, dal momento che già le immagini hanno la capacità di comunicare molto. Una rappresentazione ben riuscita nella costruzione dell’intreccio, nell’ottima interpretazione degli attori e nella scenografia, anche se sarebbe opportuno corredare lo spettacolo di un libretto in cui ci sia una spiegazione della trama, in quanto è difficile captare immediatamente il duplice piano del gioco erotico nel bordello e della finzione artistica.

Martina Ragone

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