Allo Showville, “The fault in our stars” in lingua originale

Una commedia romantica nell’ambito dei Top Film in English del Lord Byron College che alterna in modo intelligente gravitas e umorismo, pathos e leggerezza.

The fault in our starsCiò che fa la differenza, nel best seller di John Green come nel film basato sul romanzo, è il “come raccontare una storia triste”: nel caso di The Fault in Our Stars (Colpa delle stelle), attraverso le voci di Hazel e Augustus e il loro tono disincantato ma mai rassegnato fino in fondo. Il film, come il romanzo, sposa la loro visione del mondo, e fa innamorare gli spettatori dei due protagonisti rendendoli non oggetto di compassione ma di empatia, e trattando la  loro storia in modo non diverso da qualunque altro primo amore. Josh Boone mette in scena il romanzo di Green con estremo rispetto e in punta di piedi, senza commettere l’errore di alterare fatti o personaggi in funzione del passaggio al grande schermo e senza prendersi libertà autoriali. Boone usa in modo moderato e intelligente la voce fuori campo di Hazel, che nel romanzo è l’io narrante della storia, e  nel film diventa immagine del dialogo interiore della ragazza, come si conviene alla narrazione filmica. The fault in our stars appaga in pieno i fan del best seller letterario, più gratificati dalla fedeltà ai loro “eroi di tutti i giorni” che manipolati dalla macchina hollywoodiana.  Il cinismo insito nella premessa di fare di una tragedia un veicolo commerciale è evitato soprattutto dall’interpretazione dei due attori protagonisti: Ansel Elgort è un Augustus appropriatamente impacciato e spaccone, e centra a perfezione quel sorriso di cui si parla per tutto il romanzo, a metà fra la seduzione e lo scherno. Shailene Woodley è di una dolcezza disarmante e di una sensibilità intelligente immediatamente intuibile attraverso il suo sguardo mobile e attento. Anche l’interazione fra i due attori si presenta spontanea e naturale, senza eccessive contraffazioni cinematografiche. E il casting di Willem Dafoe nei panni del cinico scrittore Peter Van Houten è un colpo maestro: in poche scene, Dafoe aggiunge tutto il sottotesto doloroso che il romanzo impiega svariate pagine a comunicare.

In programmazione venerdì  12 dicembre alle ore 21,00 allo SHOWVILLE (Mungivacca) Bari.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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