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Sabino Cassese al Libro Possibile Caffè

Francesca Rotondo 2 ottobre 2017 Commenti disabilitati su Sabino Cassese al Libro Possibile Caffè
Sabino Cassese al Libro Possibile Caffè

«Incompiuta, fragile, vulnerabile: eppure la democrazia è il solo modo di continuare a guardare con fiducia al futuro»

Sabino Cassese in La democrazia e i suoi limiti

Dopo l’incontro con l’autore Vito Spada del 21 settembre 2017, un’altra personalità di spicco ha continuato ad inaugurare la nuova stagione di attività culturali del Libro Possibile Caffè: Sabino Cassese. Si tratta di uno dei più insigni giuristi e accademici italiani, un tempo ministro della funzione pubblica nel governo Ciampi e giudice della Corte Costituzionale, professore alla School of Government della LUISS e alla Católica Global School of Law di Lisbona. Il giorno 22 settembre 2017, questa voce autorevole del panorama nazionale ha trattato una questione nevralgica del XXI secolo: la minacciosa crisi della democrazia occidentale.

Nello splendido e maestoso Castello normanno di Conversano, dove ha sede ormai da tempo il succitato caffè letterario, è avvenuta la presentazione dell’opera La democrazia e i suoi limiti (Mondadori, 2017). Dibattendo con Nicola Grasso, docente di diritto costituzionale e legislazione dei beni culturali all’Università del Salento, il prof. Cassese ha reso in forma orale le sue pagine, scritte con l’intenzione di effettuare un’acuta e minuziosa disamina sul valore che la “sovranità popolare” ha all’interno dell’ordinamento nazionale e in rapporto agli ordini giuridici sovranazionali. Tra i numerosi interrogativi emersi durante il dibattito, alcuni più di altri meritano di essere sottolineati: come funziona la democrazia? Come opera concretamente nella vita dello Stato, in relazione alle altre componenti dei poteri pubblici? In che termini si può ancora parlare di governo del popolo? Cosa si intende oggi, alla luce della complessità postmoderna, per popolo? Soprattutto, vale ancora il principio romano “quod omnes tangit ab omnibus approbetur” (ciò che riguarda tutti deve essere approvato da tutti)? Nel tentativo di fornire una risposta esaustiva a tali quesiti, Sabino Cassese ha dipinto l’immagine di una democrazia sempre più «fragile e vulnerabile», colpevole di aver smarrito quei valori e quei principi portanti che avevano permesso di sanare le ferite della guerra e dei totalitarismi del XX secolo.

L’incontro è risultato estremamente interessante soprattutto per aver riportato con grande chiarezza il “ quadro sintomatologico” odierno, talmente marcato da non poter essere più trascurato. Alcuni dei “sintomi” che caratterizzano il mondo occidentale sono l’astensione dal voto di molti, il sempre maggiore potere delle minoranze, le difficoltà crescenti dell’integrazione europea e il dilagare dei populismi. Parlare di democrazia significa, quindi, necessariamente accostare alla sua anamnesi un’altra serie di temi emergenti, assolutamente contemporanei. Se nei Paesi occidentali un quarto della popolazione si astiene dal voto, se sempre più spesso sono le minoranze a decidere i destini politici di una nazione, se milioni di persone assumono atteggiamenti di protesta, occorre non solo verificare il funzionamento della democrazia, ma anche i compiti dei partiti, le vie per far sentire nello Stato la voce dei cittadini e contemporaneamente le procedure di selezione delle classi dirigenti e i modi di operare degli apparati pubblici.

Porre l’accento sui limiti della democrazia non significa, tuttavia, assumere un atteggiamento pessimistico. Partire dalle falle di tale sistema di potere, comunque limitato per sua intrinseca natura, è doveroso per cercare la giusta modalità di intervento e di risanamento. D’altronde la democrazia, a dispetto della catabasi che si trova a dover fronteggiare, continua ad essere indiscutibilmente l’unico strumento per guardare con ottimismo e speranza al futuro.

 

Francesca Rotondo

 

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