Rocco e i suoi fratelli torna in sala a 40 anni da morte di Luchino Visconti

680full-rocco-and-his-brothers-photoQuarant’anni senza Luchino Visconti.  In occasione dell’anniversario della sua scomparsa, dal 7 marzo torna in 70 sale italiane Rocco e i suoi fratelli in versione integrale e restaurata dalla cineteca di Bologna e Titanus.

Per la prima volta arriva sui grandi schermi in versione integrale, dopo la presentazione in diversi Festival, il grande affresco con cui Luchino Visconti racconta l’Italia che stava cambiando, gli anni del boom industriale e della migrazione da Sud a Nord, puntando il dito sulla violenza delle profonde trasformazioni, a cominciare dall’interno di una famiglia. Alain Delon, Claudia Cardinale e Annie Girardot, con Renato Salvatori sono i protagonisti di un film che ha segnato intere generazioni italiane e attraverso cui Visconti parla degli effetti di questo nuovo mondo su una famiglia che cade gradualmente a pezzi, che intraprende un viaggio verso Nord, nella speranza di una vita migliore.

locandina_roccoQuando Rocco e i suoi fratelli uscì venne aspramente criticato per le emozioni forti che metteva in scena: l’emigrazione, l’emarginazione, la violenza e, per la prima volta nella storia del cinema italiano, i rapporti tra culture profondamente diverse. Tant’è che, presentato a Venezia tra molteplici dissensi e contestazioni, furono fatte pressioni sulla Giuria perché non gli fosse assegnato il Leone d’Oro, che infatti andò a Le passage du Rhin di André Cayatte.

Osteggiato dai politici e bersagliato dalla censura, in un clima, quello degli anni Sessanta, rovente e di profondi cambiamenti Visconti sente il bisogno di riprendere, come nei suoi primi film, il discorso sulla società, partendo da “La terra trema – che è la mia interpretazione de I Malavoglia – di cui Rocco costituisce quasi il secondo episodio”.

Rocco_e_i_suoi_fratelli_04A 55 anni dalla sua uscita nelle sale, Rocco e i suoi fratelli è stato interamente restaurato in 4k. Un lavoro lungo e complesso, durato diversi mesi, che ha impiegato le più moderne tecnologie di restauro alle quali sono state affiancate approfondite ricerche extra-filmiche. La versione restaurata ripristina i tagli voluti dalla censura (in particolare vennero accorciate le sequenze della violenza di Simone su Nadia e dell’omicidio della stessa Nadia, sempre per mano di Simone) ma rispetta le scelte di montaggio volute dal regista.

Luchino Visconti, confrontando Rocco e i suoi fratelli con l’altro film che ha consacrato il 1960 come l’anno del Cinema Italiano nel mondo diceva: “Fellini ha raccontato La Dolce Vita, io tenterò invece di raccontare l’amara vita della gente come Rocco”.

Ilaria Sinopoli

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: