Roberto Vecchioni a Polignano per il Festival de “Il libro possibile”

20150710_225015Venerdì 10 luglio, si è tenuta a Polignano la quattordicesima edizione de Il Festival de “Il libro possibile”, evento volto a valorizzare la cultura del libro e il recupero delle tradizioni enogastronomiche della regione Puglia al fine di sensibilizzare i cittadini alla difesa e alla promozione delle proprie risorse.
La manifestazione si è svolta nei vari punti della città di Polignano: Via Mulini, Piazza dell’Orologio, Terrazza Santa Candida, Vico Porto Raguseo e Piazza san Benedetto. In quest’ultima piazza alle ore 22.45 Roberto Vecchioni ha discusso del suo libro “Il mercante di luce”, affiancato da Antonella GaetaI e dalla professoressa Rossella Santoro dei licei linguistico, scientifico e classico “Renato Cartesio” di Triggiano.
Storia avvincente, tratta di un ragazzo ammalato di progeria, malattia dall’invecchiamento precoce, a diciassette anni ne dimostra novanta. Suo padre, Stefano Quondam, è un professore di letteratura greca che vuole trasmettere al figlio, negli ultimi istanti della sua vita, la bellezza della poesia lirica e del teatro greco. Ed è proprio tramite la riscoperta del mondo greco che si crea un rapporto speciale e intenso tra padre e figlio, alla scoperta del sentimento trasmesso dai versi dell’infelice Saffo, dal tormento di Aiace o dall’imponenza degli eroi di Sofocle o dalla fragilità di quelli di Euripide. Vecchioni, amante della tragedia greca sin dall’età di 12 anni, discute riguardo l’importanza del greco non solo per capire l’origine delle parole, ma anche per sviluppare una logica, per studiare a fondo un testo e un carattere. Soprattutto la lirica e il teatro tragico hanno la capacità di far riscoprire parti sconosciute della propria anima e di metterci innanzi a degli esempi con i quali confrontarci. Il teatro è catarsi, purificazione, al fine di migliorare se stessi per vivere la vita nella sua pienezza e non nella sua approssimazione o parzialità. Per questo i grandi tragici greci hanno influito su tutta la letteratura, più degli scrittori latini, perché sin dai primordi del mondo avevano colto il senso della vita. Durante il dibattito si discute anche riguardo l’intensità della vita e se sia meglio vivere una vita breve e intensa rispetto ad una più lunga ma monotona. L’intervento di Vecchioni è stato molto apprezzato dal pubblico che ha riscoperto in lui non solo un ottimo e dedito professore di latino e greco o un cantautore, ma soprattutto un poeta capace di toccare le corde più sottili e nascoste del cuore, in una società ormai priva di valori per i quali combattere.

Martina Ragone

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