Quando il teatro viene trasposto su uno schermo

Uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia è stato quello dei teatri e dei laboratori ad essi annessi. Il teatro prevede molto contatto fisico, scambi di sguardi, di battute, interazioni tra gli attori.  In un’intervista ad Anna Amato, un’operatrice teatrale dell’associazione Straligut di Siena, lei ha dichiarato che all’inizio è stato difficile trasporre tutto questo tipo di lavoro online, per una difficoltà sia di tipo tecnologico sia di tipo pedagogico, perché il teatro è fatto di sguardi, senza filtri. Pensava di non riuscire a coinvolgere i ragazzi più piccoli, oberati dalla didattica a scuola online, non si sentiva in grado di farli divertire, di trovare un senso a quegli incontri. Poi, dopo qualche primo tentativo sulla piattaforma zoom, è rimasta sorpresa dai suoi allievi che hanno mostrato entusiasmo in quell’incontro settimanale che diveniva un momento ricreativo con un suo senso. Anche l’idea di darsi degli obiettivi intermedi ha stimolato i ragazzi, come il video che è stato realizzato dal gruppo del “teatro inatteso”, del primo anno, in cui gli allievi hanno interpretato piccole parti di alcuni monologhi che si spera possano essere realizzati dal vivo l’anno prossimo. Si è dovuto ricorrere a monologhi e non a dialoghi, in quanto è stata impossibile un’interazione reale. Ognuno di loro ha immedesimato i personaggi più disparati, liberamente tratti dai testi di Benni, Gaber e Petrolini. Potete vedere il loro lavoro a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=llq44Wk_OpE&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0VVn97N9ZnBbTzAHHP6SUtN0qSGQ4tjCjWu_FPp8Ip3-hVV7S3Y_okdKA

La risoluzione finale non è teatro vero e proprio, poiché è mancata l’interazione con il pubblico, non c’è stata una relazione vera tra gli attori e un lavoro sulla fisicità, ma c’è stato un altro tipo di crescita, ovvero la possibilità di cimentarsi da soli tramite un mezzo di espressione inusuale quale il video. Per il prossimo anno si immaginano degli scenari possibili: secondo lo scenario ottimista si spera di poter tornare a fare laboratori in presenza, abituandosi a certe distanze e facendo dei lavori specifici sul distanziamento, magari in gruppi più piccoli se sarà necessario. Nel caso la situazione peggiori, si immaginano proposte online più specifiche, come laboratori di recitazione cinematografica o qualcosa di più teorico riguardo varie tecniche teatrali. 

Per quest’estate, invece, il Comune di Siena, con cui Straligut collabora da tempo, sta progettando una stagione di teatro di strada itinerante con delle proposte di spettacoli che abbiano una scheda tecnica leggera e meno scenografia, più facili da rappresentare.

Martina Ragone

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