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Plebiscito per Renzi. L’ex-premier torna ad essere il segretario del PD

Antonio Curci 1 maggio 2017 Commenti disabilitati su Plebiscito per Renzi. L’ex-premier torna ad essere il segretario del PD
Plebiscito per Renzi. L’ex-premier torna ad essere il segretario del PD

 

Matteo Renzi, come previsto, stravince le primarie, creando dietro si sé il vuoto. Ottiene oltre il 70% delle preferenze con Andrea Orlando che si attesta a poco più del 20% e un Michele Emiliano, forse il vero sconfitto, che non sfonda la quota del 10%, fermadosi a poco meno dell’8%.

Quella che molti commentatori hanno definito “primarie farsa”, si chiude con il ritorno di Renzi, il presidentissimo che promette di “andare avanti tutti insieme”. Il fiorentino confessa che “non è stata una rivincita”, anche se è davvero difficile credergli. Il Congresso, secondo l’ex-premier, aprirà una “pagina nuova” all’interno del partito, un “nuovo inizio, non il secondo tempo della stessa partita”. Immediatamente dopo però si contraddice dichiarando che “oggi ha vinto tutto il PD, quello che no si è vergognato delle cose che abbiamo fatto sino ad ora”. Dunque Matteo Renzi non rinnega nulla del passato, neanche quella riforma della Scuola sulla quale, alla vigilia delle primarie, sembrava essersi pentito; del resto, all’indomani delle sue dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, qualcosa non deve essere andata giù all’interno della maggioranza di Governo visto che proprio l’ex-ministro Giannini veniva frettolosamente sostituita da Valeria Fedeli, nuovo Ministro dell’Istruzione del neonato Governo Gentiloni.

Dunque si riparte dai quasi 2 milioni di votanti, dimezzati rispetto a qualche anno fa. Una situazione questa che non dovrebbe creare facili entusiasmi visto che tanti non elettori del PD si sono comunque recati alle urne. Ora tutto dipende dalla legge elettorale e dagli accordi che il PD porrà in essere con i potenziali partner.

Con dovuto fair play, sia Emiliano sia Orlando si sono congratulati con il neo-presidente, con il barese che canta comunque vittoria perché la sua mozione, Fronte Democratico, “ha conseguito un ottimo risultato senza avere strutture organizzate sul territorio”.

Anche il premier Gentiloni, in viaggio per la visita in Kuwait, ha telefonato a Renzi per esprimere le proprie felicitazioni.

Cuperlo, grande sostenitore di Andrea Orlando, conferma di voler restare nel Pd a patto che Renzi cambi il suo atteggiamento.

Si chiudono qui le primarie con il tradizionale “…e vissero tutti felici e contenti”?.

Niente affatto.

Il PD si riscopre ancora molto lacerato al proprio interno. Il neo segretario se vorrà tenere unito il partito dovrà necessariamente voltare pagina rispetto al passato perché la posta in gioco sono le imminenti elezioni politiche e la vocazione del PD, si sa, non è quella dell’opposizione ma del Governo del Paese.

Antonio Curci

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