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“Pensieri e parole”: omaggio a Lucio Battisti

Francesca Rotondo 21 dicembre 2017 Commenti disabilitati su “Pensieri e parole”: omaggio a Lucio Battisti
“Pensieri e parole”: omaggio a Lucio Battisti

«Il Battisti-leggenda: capace di dispensare emozioni ineguagliabili, di dar le ali alla poesia per canzone di Mogol, di colorare il nostro grigio quotidiano di fantastiche melodie, di rinnovare la canzone italiana come nessuno seppe fare prima e dopo. Con lui non se ne va solo una caposcuola e un grande artista, ma un pezzo della storia del costume del nostro Paese»

Mario Luzzatto Fegiz


«Lucio colpisce solo esistendo»

Mogol

Dopo il tributo a Domenico Modugno e ad Adriano Celentano , venerdì 9 dicembre 2017 alle ore 21.00 è stato rivolto un sentito omaggio – dal titolo Pensieri e parole – ad uno dei più grandi artisti-simbolo della tradizione musicale italiana: Lucio Battisti. Un indimenticabile cantautore, un inventore creativo al contempo popolare e sofisticato, solitario e sensibile, in grado di creare un patrimonio musicale collettivo in cui tutti si riconoscono.

Peppe Servillo definisce Battisti  «l’autore più intimo, lirico e personale della canzone italiana», e con voce melodiosa e una  prorompente vocazione teatrale ha tracciato un raffinato percorso di reinterpretazione in grado di  onorare la sua memoria.  Egli è stato affiancato sul palco del Petruzzelli di Bari da un  team di musicisti di grande talento: Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Furio Di Castri (contrabbasso), Rita Marcotulli (pianoforte) e Mattia Barbieri (batteria). Un concentrato di estro e genialità che ha dato nuova vita a venti testi indimenticabili, tra cui Il mio canto libero e Penso a te.

Riportare in auge l’inesauribile vena compositiva di Battisti, senza per questo snaturarlo o riproporlo in semplice forma di cover, ha costituito per Servillo e per il gruppo musicale una sfida particolarmente impegnativa. Ognuno di loro si è dovuto confrontare con l’assoluta particolarità del repertorio del cantautore e l’originalità delle canzoni, così variegate in termini di musica e di testi. La sfida, tuttavia, può dirsi vinta non solo grazie alla professionalità degli interpreti e al genio teatrale e musicale di Servillo, ma soprattutto grazie agli arrangiamenti innovativi dal sapore jazz che sono stati proposti, in grado di tracciare un cammino al contempo suggestivo e inaspettato. Un percorso ricco di ritmi avvolgenti, storia, emozioni e pathos.

Questa preziosa “galleria”, in cui linguaggio dell’improvvisazione si è fuso con i virtuosismi del jazz, non ha fatto altro che restituire al pubblico l’effervescenza dei suoni e la magia della grande musica d’autore.

 

Francesca Rotondo

 

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