Pausini e Antonacci insieme con un nuovo brano musicale “Il coraggio di andare”

“Il coraggio di andare” è il nuovo brano di Laura Pausini, in duetto con Biagio Antonacci, che ha riscosso un successo grandioso. Il testo è stato scritto da Tony Mayello in collaborazione con la stessa Laura Pausini e la musica è stata composta a quattro mani da Maiello, Salvati, Pamosi, Rettan.
Il brano è contenuto nel CD “Fatti sentire ancora” prodotto da Atlantic/Warner Music, riedizione dell’ultimo album della cantante “Fatti Sentire” con il quale l’artista emiliana ha trionfato ai Latin Grammy Awards 2018 vincendo un Grammy per la categoria “Best Traditional Pop Vocal Album” e guadagnandosi il successo anche all’estero. Il disco è uscito il 7 dicembre 2018 e il testo della canzone sembra proprio essere adatto al clima di inizio anno, in cui ognuno auspica speranzoso di voltare pagina e di iniziare un nuovo cammino con coraggio e determinazione.
«Nell’attesa di uno sguardo / che arrivi anche in ritardo, / quante volte questo tempo / ci ha rubato un ricordo, / che comunque tutto passa / anche quando non vorresti / e ti ritrovi coi tuoi anni / e con i sogni più stretti.»
L’esordio colpisce sin dalle prime parole. L’attesa di un piccolo gesto, uno sguardo, può rivelare tutto; ed è proprio questo momento che crea un ricordo in noi, ricordo di un passato che spesso non vogliamo trascorra. Si rimane bloccati nel tempo, quando invece il futuro si concretizza in presente in ogni minuto che passa e poi ci si ritrova al contempo troppo cresciuti e con sogni ancora in attesa di prendere forma.
«Dio, ma come si fa / a trovare il coraggio di andare / anche quando vorresti restare? / Dimmi, come si fa a rialzarsi / anche quando fa male / e continuare?»
Quante volte preferiamo restare, sguazzare nelle nostre certezze, sebbene consci del fatto che non ci arrechino più gioia e che ci donino solo un’apparente tranquillità, che rischia di non farci avanzare nel cammino della nostra vita. È difficile rialzarsi quando si prova un forte dolore, come provare a camminare con una gamba rotta, e il solo pensiero di ritornare a correre provoca un dolore lancinante; il minimo gesto ci procura una fatica immensa e vorremmo semplicemente rimanere lì nel nostro letto, finché il dolore non cessi.
Ed è proprio in questi momenti difficili che Dio mette alla prova i nostri passi, perché vuole che avanziamo, non rimanendo paralizzati nelle nostre paure e insicurezze; desidera che seguiamo il cammino che ha tracciato per noi. Ma dobbiamo essere noi a volerlo, a trovare il coraggio, vivendo da protagonisti la nostra vita. Spesso si commette l’errore di accettare in maniera passiva il nostro destino in tutte le sue sfumature e, in particolare, ci si crogiola in situazioni spiacevoli, spesso da vittime inconsolabili e irremovibili. Ma non riflettiamo davvero sul senso di quel sentimento.
Basterebbe provare a non adottare un punto di vista egocentrico, naturale ed immediato per l’uomo, teso alla soddisfazione dei propri desideri. La delusione è generata dal fatto che non ci sentiamo emotivamente appagati, ma forse quello non era il vero cammino tracciato per noi, quello che avrebbe realizzato la nostra serenità interiore e una relazione autentica con l’altro. Nonostante ciò, era pur sempre una tappa obbligata – seppur nella sua durezza ed incomprensibilità al momento – per conoscere noi stessi e aggiungere un frammento al mosaico del mistero della vita. E allora quella strada, che sembrava la migliore, la più luminosa e levigata, è in realtà quella più contorta, e con questa consapevolezza bisogna agire attivamente e far sì che questo dolore si trasfiguri.
«E ricordati di te / quando il mondo ti dimentica, / lascia sempre una traccia / su un cuore che passa.»
Si dovrebbe scegliere l’amore per sentirsi vivi davvero, amore dapprima per noi stessi, anche quando ci sembra di non riceverlo da nessuno, e poi per il prossimo, sia che rimanga al nostro fianco, sia che “passi”, soffermandosi solo un attimo a ricevere. Perché ad amare non si sbaglia mai, per quanto comporti spesso rischio e sofferenza; non si è mai perdenti, ma vincitori.

Martina Ragone

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