PAUSA PRANZO: AUMENTA LA VENDITA DEL “CIBO BUONO”

14778438566902030106269La prevenzione finalmente comincia a fare breccia anche nelle case degli italiani, e fuori: pausa pranzo lavorativa sempre più salutista, boom dei cibi a km zero, il 38% dei ristoratori italiani dichiara di percepire una crescita del consumo di piatti equilibrati e in linea con una dieta sana.

I risultati pubblicati da Endered – leader mondiale nelle soluzione per il welfare aziendale – per l’VIII edizione del Barometro Food, un’indagine sulle abitudini dei lavoratori in pausa pranzo realizzata in 8 paesi tra cui Austria, Italia, Portogallo, condotta su quasi 11 mila lavoratori europei rivelano che più della metà preferisce un piatto salutare in pausa pranzo. Il 77% sottolinea l’importanza di mangiare cibo stagionale a km zero, evitando snack grassi, salati o zuccherini e, soprattutto, pause troppo veloci e affannose.

Proprio per questo, i dipendenti chiedono un maggior coinvolgimento da parte dell’azienda per la promozione di uno stile di vita sano: il 49% vorrebbe frutta fresca sul luogo del lavoro, garantita gratuitamente, il 60% richiede sconti aziendali per fare attività fisica in palestra. Senza grandi pretese, dunque, anche i titolari concorrerebbero al mantenimento di uno stile di vita sano per se stessi, e per i propri dipendenti.

E’ stato ampiamente dimostrato, infatti, che consumare 5 pasti di frutta e verdura di stagione al giorno,oltre ad aumentare l’azione antiossidante, rafforza il sistema immunitario, preparandolo ad affrontare le tante minacce virali dell’inverno, e di conseguenza, evitando ritardi nella produzione. Sebbene solo il 20% dei lavoratori riesca a rispettare queste “scadenze giornaliere”, è sicuramente un buon trampolino di lancio per la prevenzione e il mantenimento del benessere anche sul luogo di lavoro.

Francesca Morga

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